Roma, radio e social scatenati. E nel mirino finisce anche Mourinho

Dopo il k.o. interno con la Juve la piazza è in fibrillazione. Le critiche maggiori sono per i giocatori (“Mancano di personalità”), ma il tecnico portoghese non viene risparmiato

Da una parte, la maggioranza, dice che l’unica via per uscire dalla mediocrità è “seguire Mourinho”. Dall’altra c’è chi, stufo e deluso, nel calderone ci mette anche Josè: “Perché se devo pensare che non si possono far rendere di più questi giocatori non prendo l’allenatore più famoso al mondo”. La Roma giallorossa, da ieri sera, è un fuoco che brucia: ci finiscono dentro tutti, dai vip (l’attore Alessandro Gassmann twitta: “Mai na gioia. Mai mai mai mai, che amarezza”) ai tifosi comuni, passando naturalmente per gli speaker e gli ascoltatori delle radio, oggi più ascoltate che mai. La sconfitta contro la Juventus, per come è arrivata, il solo punto in tre partite dopo la vittoria di Bergamo: “Quando sembrava che eravamo rinati, c’ha fatto male” e una stagione che si sta rivelando più complicata del previsto hanno diviso i tifosi.

Con Mou

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In molti continuano a ritenere Mourinho l’unica luce nel buio, soprattutto dopo le parole di ieri sera: “Vanno tatuate addosso ai giocatori, scolpite sulla lupa all’ingresso di Trigoria”, l’accorato appello di un tifoso in una radio. Quali? Eccole: “Ho detto ai giocatori che devo portare loro al mio livello, non andare io al loro”. Questa frase è piaciuta a tanti, anche se più di qualcuno sottolinea come “Mourinho non si prenda mai una responsabilità. Sta facendo peggio di Fonseca, incredibile”.

Senza parole

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Incredulità è forse l’emozione che a Roma mette d’accordo tutti: il 4 maggio, quando la società ha annunciato l’ingaggio del portoghese, la gente era impazzita, tutti pensavano che riuscisse a stravolgere la squadra in meno tempo e probabilmente lo pensava anche lui stesso. La realtà, invece, è molto pesante: nove sconfitte in 21 partite, i 3 gol in 7’ presi in casa dalla Juve, la partita senza storia con l’Inter, la vergogna di Bodo in Conference League, le polemiche arbitrali che “anche quando avevamo ragione, e spesso ce l’avevamo, hanno svuotato la squadra”. Una situazione che un ascoltatore in una radio riassume così: “Vi ho chiamato per dirvi che non ho niente da dire. Sono senza parole”.

La società

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Sul banco degli imputati finisce anche la società ma meno rispetto al solito: perché tutti, chi è con Mou e chi lo critica, pensano che, per quanto la Roma non sia da scudetto, sia comunque un gruppo che vale più del settimo o ottavo posto. “Ha ragione Mourinho, bravi ragazzi ma senza personalità”, diceva ieri sera in una radio un tifoso tornando dall’Olimpico. Aggiungendo poi: “Dal campo si capiva chiaramente che a molti tremavano le gambe”. Vero, ma è vero anche, la replica, che magari doveva essere Mourinho a dare sicurezza ai giocatori: “Se non ci riesce lui non ci riesce nessuno”, un altro dei commenti più gettonati. Perché in fondo il cuore della questione è sempre uno: Mourinho. Non Pellegrini, non Abraham, non Ibanez: la Roma, pregi e difetti, in questo momento è solo il suo allenatore. E questo i tifosi lo percepiscono ogni momento.

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