Roma, perché per Abraham ora è meglio attendere

Scatta il semaforo arancione per Tammy Abraham. L’attaccante non giocherà contro il Lecce: il suo rientro in campo in una partita ufficiale è rinviato sul calendario. L’ha deciso Daniele De Rossi. L’allenatore ha visto i progressi, ha studiato i dati dell’inglese, ma non vuole rischiare nulla. Crede che siano fondamentali almeno quattro settimane consecutive di riatletizzazione per completare il percorso di recupero in pieno. Non ci sono dubbi: Abraham sarà una delle armi in più della Roma per il finale di stagione. Ma al momento è in forse anche la semplice convocazione per la trasferta in Salento.

Abraham, qual è il piano per il rientro

Abraham si è allenato con il gruppo durante la pausa delle nazionali. Sotto la pioggia e al freddo non si è risparmiato, dando anche dei segnali niente male durante le partitelle in famiglia. In settimana poi non ha perso il suo senso dell’umorismo, per esempio prendendo in giro Kristensen che stava a petto nudo e infradito sotto il diluvio di Trigoria. Tutto ciò non è bastato per far scattare la prima “vera” convocazione, anche se in realtà l’attaccante aveva assaggiato l’atmosfera dell’Olimpico prima della sosta. Quella panchina contro il Sassuolo è stata simbolica. Nulla di più. Un premio per i sacrifici, un attestato di stima per un ragazzo che negli ultimi dieci mesi è passato dall’inferno prima di sorgere. Ne è passato di tempo da quel terribile infortunio. Non è trascorso un anno solare ma siamo lì più o meno. Abraham, infatti, non gioca una partita ufficiale con la Roma dall’ultima giornata dello scorso campionato contro lo Spezia: appena 18 minuti in corsa fino al momento crack. Era il 5 giugno. C’era ancora Mourinho, che alla fine di quella sfida si presentò a bordo campo per dire al pubblico romanista «resto qui». Abraham da lì in poi è passato dall’operazione al crociato del ginocchio sinistro lassù a Londra, dal tutore, dalle sessioni in palestra, dalla lunga riabilitazione, dai post sui social per non perdere il contatto con i tifosi. Adesso per lui sta per partire una nuova vita calcistica. Qualche giorno fa aveva scritto su Instagram: «Ci vediamo presto». Un auto augurio che comunque si sta per realizzare, a prescindere da come andrà a Pasquetta. I primi minuti in campo dovrebbero arrivare tra la Lazio, il Milan o l’Udinese: in mezzo comunque ci sono un’infinità di variabili che passano da un risultato già acquisito, dall’emergenza o meno in attacco, così come dalla condizione atletica e mentale dell’inglese. FUTURO. Il peggio è comunque passato per Abraham, che nei prossimi giorni continuerà a spingere per tornare nel giro che conta già nel derby. De Rossi, dall’altro lato, è sicuro di poter contare in prospettiva su un attaccante di prima fascia una volta completato il rodaggio. DDR si era esposto prima della sfida contro il Torino specificando un concetto logico e interessante al tempo stesso: «Il primo giorno che ho visto Lukaku e Abraham vicini ho pensato che vorrei farli giocare insieme». A mani basse, infatti, formerebbero il tandem con più muscoli, potenza e centimetri dell’intero campionato. Abraham più Lukaku, più la classe di Dybala al loro servizio. Sulla carta un trio devastante .

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