Roma, Mourinho: "Derby senza Pellegrini? L'arbitro ha fatto una cag…"

Sul derby. Che atteggiamento vorrà dalla squadra?
“Solo voi sapete quanti derby ho giocato. Ho saputo delle mille panchine dalla stampa. Sono tutte partite belle da giocare, partite che non preoccupano un allenatore perché non bisogna motivare i giocatori o stare attenti alla concentrazione. Sono belle da giocare e da preparare. I tifosi sono concentrati al 100%. Mi aspetto dalla squadra quello che dico dal primo giorno: giochiamo per vincere, sappiamo che non potremmo farlo sempre. La Lazio ha le nostre stesse ambizioni, ma vogliamo vincere. Quando non vinciamo voglio uscire dal campo con la sensazione che i ragazzi abbiano dato tutto”. 

La Roma attuale è la squadra meno talentuosa? 
“È una sfida diversa e senza dubbi. Quando abbiamo parlato la prima volta con il direttore e la proprietà non avevamo dubbi. Sappiamo dove siamo, dove vogliamo andare e come vogliamo andare. Ho già avuto delle squadre con qualche dubbio, qui invece non esistono. E quando non esistono non è la sfida più difficile”. 

Per lei è una partita come le altre oppure sente l’importanza del derby? Ha un suo motto per questa partita speciale come Zeman o Garcia?
“Rispetto Zeman e Garcia, ma non vado a identificarmi con uno dei due. Bisogna parlare poco e giocare tanto. Le parole vanno via al vento prima della partita. Perché parlare, è l’ora della verità in campo non qui in conferenza. Le parole sono di circostanza, all’Olimpico dal primo minuto sarà la partita”. 

L’assenza di Pellegrini si sentirà anche nella fase di cortertura. C’è un giocatore che potrà sostituirlo anche in questo?
“C’è solo un Pellegrini. Non volevo parlare di lui in queste circostanze. Ma potrei dire che questa partita è iniziata a giocare al noventesimo della partita contro l’Udinese. Avere Pellegrini è una cosa, non averlo è un’altra. Possiamo analizzare tutto ciò che rappresenta tatticamente, ma possiamo anche parlare della sua leadership, del fatto che è il capitano. Non vi dirò chi giocherà al posto suo”. 

Come sta vivendo l’avvicinamento al derby?
“In questi giorni ho visto come i tifosi siano stati vicino alla squadra dopo la sconfitta di domenica scorsa, l’empatia c’è ma talvolta è artificiale perché va via con un risultato negativo. Abbiamo perso a Verona, giocando male, ma prima di Roma-Udinese per tutta la strada verso lo stadio, i tifosi ci hanno incitato così come durante il match e l’empatia si sente. I tifosi si meritano tutto da noi e i ragazzi si meritano tutto dai tifosi, i ragazzi danno tutto in campo sia che giochino bene o che giochino male. Al 100% i tifosi vedranno una squadra che se la giocherà con professionalità e passione”.

Cosa ricorda di Lazio-Inter 0-2 del 2010? Da lì ha capito quanto sia grande la rivalità tra Lazio e Roma?
“Sono qui da pochi mesi e devo capire di più nel dettaglio alcune dinamiche, devo essere più dentro per capire tutto. La rivalità è una cosa bella al 100%, se alleno il Real Madrid i tifosi non vogliono il Barcellona campione, in Portogallo il Benfica non vuole che vinca il Porto. Questa è la bella rivalità e mi piace tanto giocare il derby, è un privilegio giocare un nuovo derby ed essere più ricco dopo questa esperienza. Al di là del significato, voglio che la squadra abbia più ambizione di vincere il derby, non è l’unico obiettivo della stagione. Lazio-Inter? Mi ricordo che abbiamo vinto 2-0 e mi ricordo il mancato appoggio dei tifosi biancocelesti verso la squadra, però l’Inter ha vinto quella partita come altre in quella stagione”.

È cambiato il suo modo di comunicare o le avversarie hanno meno paura di lei?
“Però non c’era motivo per litigare con qualcuno. Ancora non è arrivato. L’unica cosa che veramente mi ha dato un feeling negativo è stata l’espulsione di Pellegrini. Ma che faccio, vado a litigare con l’arbitro che poi mi espelle e devo saltare il derby? Ho dovuto controllare la frustrazione. Arriverà una situazione, ma non vado a cercare le litigate. Io rispetto la gente, Rapuano ha fatto una ca**ta perché è giovane, migliorerà”

Perché sta utilizzando quasi sempre gli stessi giocatori? Cosa devono fare le seconde linee per guadagnarsi il posto?
“Non vado a litigare con te (ride, ndr), se faccio giocare 20 giocatori, poi un giorno cambio e un altro cambio, la domanda sarebbe la stessa? Non è che mi chiederesti perché cambio tanto? C’è sempre questo, alcune persone vanno verso una stabilità, dove non c’è ancora stanchezza o limiti fisici, si punta alla stabilità, poi magari arriverà il momento per fare turnover. La mia è un’opzione ovvia, punto alla stabilità. Gente che non sta giocando è molto molto giovane e ha bisogno di tempo e non è preparatissima per entrare diretta nella squadra, ha bisogno di più stabilità. È un processo normale”.

Come giocherà la Roma?
“Dipende dalla partita, dobbiamo rispettare una squadra di qualità e con un modo offensivo di fare gioco, in quel caso devi difendere. Per vincere domani serve una partita completa perché la Lazio è una squadra di qualità”.

Prende la parola Mourinho: “Vorrei dire che è un momento difficile per la famiglia Zalewski, siamo tutti con lui e vediamo domani se sarà con noi, è importante che sia lui che decida. Deve iniziare a convivere in un mondo nuovo senza padre, io lo vorrei con me ma decide lui. Non mi avete chiesto di Vina, io penso che ci sarà”.

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