Roma, Llorente: "Pellegrini capitano vero. Gli arbitri? Ecco cosa penso"

ROMA – Arrivato alla Roma a gennaio dal Leeds United e confermato dopo una breve trattativa con il club inglese a inizio luglio, Diego Llorente racconta la sua voglia di restare in giallorosso: “Per quanto mi riguarda avevo le idee chiare – le sue parole in esclusiva a Radio Radio – volevo continuare qui, non è stato raggiunto un accordo per diventare della Roma a titolo definitivo, ma quello che mi interessava era essere qui e aiutare la Roma a raggiungere i suoi obiettivi”.

Mou, Ancelotti e Bielsa

La squadra giallorossa sta lavorando intensamente agli ordini di Mourinho in vista della nuova stagione: “Le cose stanno andando bene – spiega il difensore spagnolo – direi che stiamo raggiungendo i nostri obiettivi. Le cose procedono ogni giorno meglio, sappiamo che ci resta ancora molta strada da fare, ma sappiamo dove dobbiamo intervenire per migliorare. Per il momento il bilancio è sicuramente positivo”. Incalzato sulle differenze tra Mourinho, Ancelotti e Bielsa, che ha avuto come allenatori, Llorente risponde così: “Sono tre allenatori unici. Mister Mourinho lo conoscevo dalla mia tappa al Real Madrid, dove mi allenavo spesso con la prima squadra. È una persona molto diretta che sa trasmettere quello che vuole ai giocatori, lo stesso per Ancelotti. Bielsa? Essere allenato da lui è stata un’esperienza indimenticabile per quello che mi ha dato sia dentro che fuori dal campo. Il suo modo di ragionare e pensare è qualcosa che non si dimentica facilmente”.

Pellegrini, gli arbitri e un gol sotto la Sud

Assai positivo è il giudizio su Lorenzo Pellegrini: “E’ un capitano silenzioso o alza la voce? Direi che è entrambe le cose. Un giocatore che con il suo esempio, con il suo lavoro, con la sua qualità è un esempio per i giovani e per tutti noi che in lui vediamo un leader che seguiamo e cerchiamo di emulare nella sua intensità. Poi evidentemente ci sono dei momenti in cui è necessario alzare la voce, parlare all’interno dello spogliatoio e sicuramente è un compito che assolve molto bene. Direi che è un capitano completo che aiuta la squadra in tutto quello di cui ha bisogno”. Non manca una domanda sugli arbitri, alla luce delle squalifiche a Mourinho e al suo staff da scontare all’inizio della nuova stagione: “Quello degli arbitri è sicuramente un lavoro molto complicato che comporta molta pressione. A volte prendono decisioni giuste, a volte prendono decisioni errate, ma bisogna capire anche che dietro ogni errore c’è un grande lavoro da parte di tutte le squadre, per cui da parte nostra dobbiamo sicuramente aiutare gli arbitri a svolgere al meglio il proprio lavoro. Al tempo stesso è vero che è necessario che in qualche circostanza bisogna avere una maggiore attenzione e vedremo come andranno le cose quest’anno. Quello che è sicuramente importante è che bisogna concentrarsi su noi stessi, sul nostro gioco e cercare di farci condizionare il meno possibile”. Il 30enne difensore spagnolo sogna un gol con la maglia della Roma sotto la Curva Sud: “Ho visto segnare tanti gol sotto la curva, ho festeggiato e celebrato sotto la curva dei nostri tifosi ed è sempre stato bellissimo. Il giorno che dovesse capitare a me di fare questo gol sono sicuro che sarebbe una sensazione unica e indimenticabile. Da difensore ho sempre detto che il mio obiettivo è quello di difendere, ma se posso aiutare in termini di gol e vivere in prima persona questa esperienza, sono sicuro che sarebbe indimenticabile”.

Roma-Estrela Amadora, Mourinho in tribuna con lo staff: prove per la squalifica in campionato

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