Roma-Lazio, derby tra opposti: Felipe sempre presente contro la novità Huijsen

Il brasiliano gioca da 124 partite di fila con Sarri. L’olandese è appena arrivato (e ha già convinto). La sfida dei quarti gira intorno a loro

Cieri-Pugliese

9 gennaio 2024 (modifica alle 19:02) – MILANO

Il veterano e il debuttante. Quello che da due anni e mezzo non salta una partita e quello appena arrivato. Il derby romano di Coppa Italia è anche questo. La certezza Lazio – tra tanti assenti, specie in attacco – si chiama Felipe Anderson, l’uomo che gioca ininterrottamente da 124 partite, tutte quelle disputate dalla squadra biancoceleste da quando lui è tornato nell’estate del 2021. La Roma (con le tante assenze che deve fronteggiare, soprattutto in difesa) «risponde» con la novità Huijsen, al debutto assoluto da titolare, dopo l’assaggio di domenica con l’Atalanta. 

LA CERTEZZA

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Per Felipe sarà quindi il 125° match consecutivo con la Lazio: un record assoluto. Perché nessuno nella storia del club romano è riuscito a giocare tante gare di fila. Fino a domenica scorsa il primato (124 partite di seguito) apparteneva ad Alfredo Monza, che lo stabilì tra il 1937 e il 1940. Anderson lo ha eguagliato a Udine ed ora può staccarlo. La sua presenza domani non è in discussione, anche perché Isaksen (che Sarri gli ha inizialmente preferito domenica) è acciaccato. Ma Felipe sarebbe in ogni caso tornato titolare. Sia perché contro l’Udinese è tornato a graffiare (suo l’assist – il sesto di questo campionato — per il decisivo gol di Vecino) sia perché con il derby ha un buon feeling. Ne ha giocati 14, con 3 gol e 4 assist. Dopo aver segnato nella prima stracittadina (nella stagione 2014-15) Anderson è poi rimasto a secco fino al suo ritorno alla Lazio nel 2021. Da allora ha realizzato un gol nella prima stagione (vittoria della Lazio per 3-2) e un altro nella seconda (successo per 1-0). Manca, per ora, il tris in questa annata. Anderson proverà a concederlo domani in un match in cui – come ha detto Sarri – conta solo vincere. Per il brasiliano, peraltro, quella di domani potrebbe essere la penultima stracittadina (ci sarà in ogni caso il match di ritorno in campionato), visto che a fine stagione gli scade il contratto e il rinnovo è sempre più lontano. Poi, chissà, un derby vissuto nel migliore dei modi potrebbe anche cambiare lo scenario…

LA SORPRESA

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Se Felipe Anderson è una delle certezze di questo derby, la sorpresa in assoluto sarà senza ombra di dubbio Dean Huijsen, il giovane centrale olandese che ha fatto il suo esordio in giallorosso domenica scorsa, contro l’Atalanta, trovando subito l’impatto giusto con la squadra e con il gruppo di Mourinho. Al momento del suo ingresso, all’intervallo, se lo sono abbracciato uno dietro l’altro Karsdorp, Pellegrini, Dybala, Cristante e Lukaku. La benedizione di chi conta, insomma. E Huijsen non ha tradito le attese. Anzi, ha rubato l’occhio a molti, se non proprio a tutti. Per la sua eleganza, per la capacità di impostare da dietro, anche per la personalità e la sicurezza con cui è sceso in campo. Considerando che Llorente è alle prese con un fastidio all’adduttore, la sua presenza domani è pressoché certa. Anche perché Mourinho è rimasto assai soddisfatto di questa sua prima partita romanista, dopo che il giorno prima — a parole — lo aveva già promosso così: «Lui è uno che ha grande fiducia in se stesso. Uno dei prospetti di maggiore qualità nel calcio europeo, sarà sicuramente un grandissimo calciatore».

LA SFIDA

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E allora domani Huijsen giocherà il suo primo derby, non proprio una roba da tutti. A molti ricorda già l’arrivo di Marquinhos, che a Roma sbarcò praticamente da sconosciuto a 18 anni, esattamente come Huijsen. Che domani da quella parte se la dovrebbe vedere con un altro ex giallorosso, Pedro, che il suo marchio sul derby lo ha già lasciato, a meno che Sarri alla fine non riesca a recuperare Zaccagni. In entrambi i casi, però, per Huijsen sarà un altro test di altissimo livello. Con la possibilità di venire definitivamente promosso dopo neanche due partite piene…

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