Roma, la sottile Lina giallorossa

Ieri mattina la Roma ha annunciato la conferma di De Rossi: i Friedkin hanno scelto proprio il giorno della sfida – per ora – più importante della stagione, celebrando indirettamente il primo anno di lavoro della ceo Lina Souloukou, la manager greca il cui arrivo nella capitale fu accompagnato da diffidenze e retropensieri diffusi, inclusa un’ipotetica “sponsorizzazione” del presidente di Psg e Eca Nasser Al Khelaifi, molto vicino a Dan Friedkin.

Per otto, nove mesi la solida Lina ha studiato la società, i meccanismi e gli squilibri del nostro calcio preferendo l’ombra, e devo ammettere che ha dovuto mangiare anche tanta merda, soprattutto per via della gestione – per alcuni brutale – delle scadenze contrattuali.

Col nuovo anno ha però prodotto la prima sintesi, bonificando Trigoria e subendone in seguito inutili, spiacevoli effetti in termini di immagine personale e societaria.

Oggi la Roma ha un respiro diverso e più lineare, pur continuando a evitare luci e protagonismi, oltre al rapporto diretto con la tifoseria, nel rispetto della riservatezza – a mio parere eccessiva – della proprietà americana.

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