Roma, la mission impossible di Mourinho per un colpo di mercato

« I Friedkin sono persone serie». Cinque parole, cinque semplici parole che da fonti Uefa vengono ripetute ogni qual volta si chiede un commento sui proprietari della Roma. Questa serietà è la più grande garanzia per i tifosi e i giocatori, insieme a un’altra garanzia enorme, che ha il nome e il cognome di José Mourinho. Questa serietà, e soprattutto la voglia e la necessità di rispettare in maniera precisa i paletti dell’accordo sul FairPlay finanziario, complicano però i progetti di chi, almeno nel breve termine, la Roma deve costruirla e allenarla. Al netto di fantasiose voci di mercato e al netto di procuratori che vorrebbero portare via giocatori a costo zero, è chiaro che il mercato della Roma, almeno per le prossime sessioni, sarà fortemente condizionato proprio dai paletti dell’accordo con la Uefa.

Il piano

Un piano quadriennale che il club giallorosso paga sulla propria pelle come nessuno in Italia e che, in Europa, ha visto solo il Psg più colpito. Mourinho, dopo un solo anno e mezzo, ha portato un trofeo e ha portato valore: l’Olimpico sempre esaurito beneficia tanto della sua presenza quanto dei prezzi popolari voluti dalla società e giocatori che erano a bilancio a costo zero come Volpato e Zalewski oggi costano (almeno) trenta milioni in due. Quando ha firmato con la Roma sapeva la situazione e sapeva che non avrebbe avuto a disposizione i soldi del Real e del Manchester (e neppure quelli del Tottenham), ma forse non credeva che l’accordo con la Uefa diventasse così stretto e limitante.

Le parole di Mou

Di certo, sul tema, lo scorso 3 settembre, Mou è stato netto: «Il meccanismo penalizza troppo chi vuole fare mercato in modo virtuoso. E in modo indiretto protegge chi non si comporta in modo virtuoso ed è già una potenza. Con qualche milione in più la Roma sarebbe in condizione di sognare». Milioni che, al momento, non ci sono. Le dichiarazioni di Mou sono arrivate il giorno dopo la notizia dell’accordo del “Settlement Agreement”: una firma in cui Dan Friedkin ha giocato un ruolo fondamentale e sfociata in un piano di recupero quadriennale con i 5 milioni di multa che verranno detratti dagli introiti dell’Europa League (diventeranno 35 se nel 2027 la Roma non avrà rispettato gli obiettivi). 

Limiti

L’accordo riguarda anche gli ingaggi, con 20 milioni risparmiati rispetto al gennaio 2021, quando si è insediato Pinto (da 126 milioni a 105). I Friedkin, che con il governo europeo del calcio hanno un rapporto stretto, hanno deciso di rispettare tutti gli accordi col massimo rigore perché sanno che, anno dopo anno, il deficit dovrà essere contenuto entro certe soglie. In caso contrario, scatteranno le sanzioni. Prima le multe, poi la limitazione a 23 giocatori. Inoltre non sarà possibile inserire nuovi giocatori se il bilancio acquisti-cessioni sarà negativo. Per i giocatori in entrata si terrà conto di ingaggio, ammortamenti e commissioni, per quelli in uscita si terrà conto dei risparmi su ingaggi e ammortamenti e di eventuali plusvalenze, nella misura di un terzo. Questo consente un piccolo margine di manovra, ma senza esagerare. Ecco perché Mourinho è chiamato, ancora una volta, a una grande sfida, tanto affascinante quando complicata. Ma i Friedkin si fidano di lui e lui di loro. Proprio perché «sono persone serie».

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