Roma, il rebus attaccanti: da Dybala a Abraham, tutti gli scenari

ROMA – Altre due partite per alimentare il sogno Champions, la Roma resta aggrappata al filo della speranza tenuto teso dall’Atalanta che dovrà vincere l’Europa League e restare quinta in classifica affinché non si spezzi. Ma quelle contro Genoa ed Empoli saranno probabilmente anche le ultime due partite della LuPa, una coppia che nonostante gol, fantasia e qualità non è riuscita a trascinare la squadra nelle prime quattro posizioni della classifica. DybalaLukaku, the last dance, sempre che l’argentino riesca a recuperare da questo fastidio muscolare che lo ha tenuto fuori nella ripresa contro la Juventus, nella semifinale di ritorno contro il Bayer e nella decisiva sfida contro l’Atalanta. La LuPa ha smesso di mordere nel momento più importante, tra infortuni, scarsa condizione, stanchezza e poco supporto. Per questo le ultime due gare possono segnare la fine della coppia, e far scattare una vera e propria rivoluzione in attacco.

Tutti in discussione

Dybala, Lukaku, Azmoun e Abraham: quattro attaccanti dal futuro ancora tutto da definire. Quaranta gol segnati dal reparto in questa stagione tra campionato e coppe, venti i milioni di stipendio percepiti in tutto dal quartetto che verrà sciolto alla fine della stagione: in sostanza ogni gol è costato alla Roma mezzo milione di euro. E non è poco se il risultato è un sesto posto che, casualità, ancora può recitare qualcosa di importante grazie a una squadra rivale. Sia chiaro, ogni attaccante si divide tra attenuanti e problemi: Dybala ha trascinato a lungo la Roma ma è mancato per infortunio in qualche momento decisivo della stagione, Lukaku ha segnato 20 gol, 13 in campionato ma solo uno alle squadre che precedono la Roma in classifica, Azmoun è vero che ha giocato poco ma non sempre ha sfruttato le occasioni, Abraham è reduce da un lungo infortunio ma si è divorato occasioni da gol clamorose davanti alla porta. Alti e bassi, gioie e dolori che porteranno inevitabilmente a valutazioni sul loro futuro.

Il destino di Lukaku e Dybala

Partendo naturalmente da Big Rom che è in prestito secco dal Chelsea. Il costo del riscatto è di 44 milioni di euro, a questi vanno aggiunti i circa 10 milioni di ingaggio lordo per (almeno) tre anni: un’operazione complessiva da 74 milioni di euro (più commissioni) che merita quindi un’attenta riflessione da parte della Roma. Specialmente in caso di mancata qualificazione alla Champions che non prevederebbe l’aumento dei ricavi e quindi il budget extra a disposizione per il mercato. E allora è quasi certo che Lukaku tornerà al Chelsea (a meno che non venga prospettato un altro anno di prestito, soluzione al momento non prospettata) per poi accettare una nuova offerta, probabilmente da quell’Arabia che lo sta corteggiando da un anno intero. E a proposito dei sauditi, resta in bilico anche la posizione di Dybala, richiestissimo dagli sceicchi: «Arabia? Per il momento Paulo è concentrato solo sulla sfida di finire la stagione nel migliore dei modi… Non ci sono altri commenti», le parole dell’agente Antun. Della serie, riparliamone più avanti. Dybala ha la famosa clausola da 12 milioni fino al 30 luglio, poi se resterà e giocherà almeno il 50% delle partite vedrà scattare un altro anno di contratto mantenendo lo stipendio da 8 milioni di euro (bonus inclusi) che comincerà a percepire dalla prossima stagione.

Azmoun ai saluti, dubbio Abraham

Difficilmente poi resterà Azmoun, il cui riscatto dal Bayer è fissato per 12,5 milioni di euro. Cifra che la Roma non vuole pagare, ma che invece in Spagna sta ingolosendo più di una squadra. In primis quel Siviglia che già nel mercato di riparazione invernale aveva provato a sfilarlo alla Roma. Niente da fare, se ne riparlerà in estate, a meno che Sardar non voglia provare a convincere i due club a intavolare una trattativa a costi ridotti per continuare la sua avventura nella capitale. Resta Abraham, in tutti i sensi. Difficile che una squadra si faccia carico di un giocatore appena rientrato dalla rottura del crociato, il cui prezzo tra l’altro non è neanche così basso. Non converrebbe neanche alla Roma (che deve pagare ancora 15 milioni al Chelsea per il cartellino) svalutarlo dopo un anno di stop. E allora, a meno di clamorose offerte magari sempre dal mercato orientale, Tammy resterà e sarà uno degli attaccanti di un reparto ancora tutto da scoprire.


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