Roma, il marchio DDR regge anche nelle difficoltà

«Partita sottotono». Sintetico e realista. Inequivocabile, soprattutto. De Rossi inquadra la prestazione della Roma al Maradona. Sofferta e quindi ad alto rischio. Ma proprio nel pomeriggio più complicato, contro i campioni d’Italia uscenti, i giallorossi hanno messo dentro il campo il meglio del loro repertorio. Le giocate, le opzioni e le individualità che stanno caratterizzando questo gruppo dall’inizio della stagione e ancora di più da quando c’è Daniele in panchina. Semplicemente ecco in evidenza i pregi della squadra che si tiene stretto il quinto posto (adesso l’Atalanta sesta, però, è a meno due e ha una partita da recuperare contro la Fiorentina), restando protagonista nella corsa Champions.  

Il pari esterno contro il Napoli (2-2) conferma quanto la Roma riesca comunque a rimanere in partita, a prescindere dall’avversario e dalla competizione. Il dato più significativo è lo stesso che ha permesso ai giallorossi di andare a dama contro l’Udinese nel recupero di 24 minuti della partita sospesa il 14 aprile: gol al fotofinish. Pesantissimo. Dal Bluenergy al Maradona, stresso finale. In meno di quattro giorni. Dalla firma di Cristante (minuto 49 della ripresa) a quella di Abraham (minuto 44). La Roma ormai ci ha preso gusto. Come con Mourinho, ormai anche con De Rossi sa dare un senso al finale di ogni match. La rete del centravanti di scorta è la numero venti realizzata nell’ultimo quarto d’ora. I giallorossi continuano insomma a conquistare punti all’ultimo respiro. 
E, come se non bastasse, usano la testa per fare centro. In serie A come in Europa League. Perché prima della rete di Abraham a Napoli, il 6 aprile Mancini ha esultato nel derby e a seguire, sempre il vice capitano, ha festeggiato contro il Milan a San Siro, l’11 febbraio nell’andata dei quarti di Euroleague. A Udine, poi, la girata vincente di Cristante. In tre settimane tre vittorie e un pari con lo stesso schema. Da calcio d’angolo. Il raccolto nel gioco aereo è abbondante: già 15 i gol e non sempre da palla inattiva. 

Ma a Trigoria la specialità della casa è proprio la rete da corner. Con il sinistro di Dybala che disegna l’arcobaleno giallorosso. è successo anche al Maradona, dove però la Roma ha colpito di sponda. Dopo il mancino della Joya, la torre di N’Dicka e la deviazione di Abraham. L’addestramento quotidiano paga e comprende pure questa soluzione. Un esempio: la prima chance giallorossa contro il Napoli (minuto 6) è stata simile all’azione del pari. Calcio d’angolo di Dybala, testa di Mancini e girata di Pellegrini. Alta. Più preciso nel finale, dunque, Abraham capace di sfruttare lo stesso copione e ritrovare il gol dopo un anno.  


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