Roma, forse Fonseca ha ragione: il turnover funziona

ROMA – Ventidue giocatori utilizzati come titolari, in appena otto partite giocate. Il turnover di Paulo Fonseca non risparmia nessuno, o meglio risparmia tutti con l’obiettivo di mantenere una buona condizione psicofisica generale. La Roma sin qui sembra dare ragione all’allenatore, tanto discusso quanto efficace: con 11 punti in campionato, ha gli stessi punti dell’Inter che punta dichiaratamente allo scudetto. E se non ci fosse stato il pasticcio di Verona, con la lista sbagliata e la sconfitta per 3-0 a tavolino, la Roma avrebbe un punto in più, come la miracolosa Atalanta e come il Napoli al netto del -1 determinato dal forfait contro la Juventus.

Fonseca non perde da 14 giornate e dopo la sconfitta di Napoli dello scorso campionato, grazie anche al cambio di modulo e al passaggio quasi definitivo alla difesa a tre, ha innestato una marcia decisa verso l’obiettivo, che è tornare il prima possibile in Champions League. Anche per questo forse la Roma ha stentato in Europa, dove comunque ha fatto 4 punti in 2 partite: a Berna la formazione era stata stravolta per 9 undicesimi, contro il Cska per 8. «Non posso fare altrimenti, devo gestire i giocatori con tanti impegni» ha chiarito Fonseca, che bada al sodo. E ai risultati, che hanno dato serenità alla famiglia Friedkin.

Giovedì è di nuovo Europa League, con la sfida per il primo posto del girone contro il Cluj. Fonseca non cambierà filosofie, inserendo molte seconde linee a cominciare dal centravanti Borja Mayoral. Non potrà esserci invece Carles Perez, frenato da un problema muscolare. In attacco dunque i “vecchietti” Pedro e Mkhitaryan dovrebbero essere chiamati agli straordinari, a meno che Fonseca non decida di avanzare Pellegrini e/o Villar sulla linea dei trequartisti.

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