Roma, De Rossi ha già mandato un segnale alla squadra: cosa è successo

La Roma ha cominciato subito spingendo al massimo. Niente avvio soft, De Rossi ha studiato maniacalmente la preparazione decidendo di lavorare sodo e sin dal primo giorno. Così dopo la leggera sgambata di domenica sera, ieri il tecnico e il suo staff hanno immediatamente insistito sia sulla parte atletica sia su quella tattica. Lavoro, lavoro, lavoro. Non c’è tempo da perdere, soprattutto per evitare le ore più calde della giornata e potersi allenare in campo. Così la sveglia al mattino è sul presto per permettere una rapida e leggera colazione prima di trasferirsi su uno dei prati per la parte atletica. Poi, quando il sole comincia ad alzarsi, tutti in palestra i test fisici di inizio preparazione. A gruppetti intanto i giocatori in questi primi giorni vengono accompagnati alla Mater Dei per svolgere le consuete visite mediche di inizio stagione, mentre gli altri proseguono con gli esercizi. Il nutrizionista di Trigoria segue attentamente le indicazioni dello staff di De Rossi anche per capire chi ha bisogno di mangiare cosa, relativamente al livello proteico, i valori della massa grassa e quella muscolare.

De Rossi, segnale chiaro alla squadra

Tutti insieme nella sala ristoro, nessuno si isola o può mangiare in un altro momento. Perché il senso del ritiro è anche fare gruppo, specialmente con quei ragazzi che arrivano dal settore giovanile e che inevitabilmente in questi primi giorni possono soffrire la presenza di mostri sacri come Dybala, Abraham o Smalling. L’argentino però ha preso in mano il gruppo, come un vero leader, guida la squadra e aiuta i più piccoli. È quello che si aspettava De Rossi, è ciò che sta vedendo senza neanche chiederglielo. C’è spazio dopo pranzo per il relax tra svago, play, ping pong e, chi vuole, anche un pisolino. La campanella suona nel pomeriggio per la merenda e l’inizio della seconda parte di allenamento, quello tattico a tutti gli effetti. Quindi tanto pallone, esercizi con le porticine, e le partitelle. Insomma, il consueto lavoro nel corso della stagione che consentirà a De Rossi in questo mese di far capire alla squadra – aspettando il rientro dei Nazionali e l’arrivo di nuovi giocatori – le sue nuove idee tattiche.

Roma, lo staff di De Rossi

Con Daniele c’è il suo fedele vice Giacomazzi, poi il collaboratore tecnico Mancini e il preparatore Brignardello che ha avuto un ruolo molto importante nella costruzione di questo ritiro estivo. Poi il preparatore dei portieri, e i match analyst che svolgono un ruolo sempre decisivo nella preparazione delle partite ma anche di questo ritiro, per studiare i movimenti di squadra, correggerli e capire in cosa migliorare: Beccaccioli (già in giallorosso dal 2010 al 2019), Checcucci e Iodice (il primo nelle partite visiona dalla tribuna, il secondo va in panchina), e Terrinoni (match analyst alla Roma anche prima di De Rossi). Un gruppo giovane, motivato, esperto ma che naturalmente ha bisogno di conoscersi, anche con lo staff medico cambiato: il tecnico si affida a tutti loro per questo ritiro e per far bene in questo triennio. Daniele non vedeva l’ora di cominciare la sua prima stagione dall’inizio, per poter plasmare la Roma a sua immagine e somiglianza.


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