Roma, dai rigori ai viaggi: i segreti di Koopmeiners

ROMA – Non succede molto spesso di vedere due fratelli salire insieme sulla stessa auto e dirigersi nello stesso centro sportivo per sostenere l’allenamento per lo stesso club. Ed entrambi tra l’altro sono anche capitani. Uno si chiama Teun, l’altro invece Peer. Sono i fratelli Koopmeiners, entrambi giocatori e capitani dell’AZ Alkmaar. Solo che il fratello maggiore, 23 anni, è il capitano della squadra maggiore, mentre invece il più piccolo (ha due anni in meno) ha la fascia della seconda squadra. Due ragazzi molto normali, che vivono lontani dai riflettori nonostante la loro fama, sia nella città di centomila abitanti, sia nell’Olanda che ormai li convoca stabilmente in nazionale. Teun è ormai al centro dell’attenzione per il suo talento e per quella qualità che ha attratto i grandi club europei, in primis la Roma che ha già presentato un’offerta per lui e che è disposta anche a qualche sforzo economico per assicurarselo. 

E lui, nonostante quella fascia da capitano che porta al braccio, non ha mai nascosto la volontà di fare il salto di qualità e provare l’avventura in Serie A, soprattutto se alla corte di José Mourinho. Le sue abilità hanno stregato anche lo Special One. Koopmeiners è nato nelle giovanili dell’Az Alkmaar come difensore centrale, poi nel corso degli anni è avanzato a centrocampo perché come dicono in Olanda “è uno spreco lasciarlo lì dietro con i piedi che si ritrova”. Molto bravo nelle giocate individuali, con il pallone tra i piedi è dotato di un sinistro da regista puro ed è molto preciso nei lanci lunghi alla ricerca degli attaccanti. Ma soprattutto negli ultimi anni è diventato anche un goleador: 17 gol realizzati in questa stagione, 16 in quella precedente. Grazie anche alla sua abilità nel calciare i rigori, una qualità su cui ha lavorato tanto quando era piccolo. Il segreto?

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