Roma, come nel 2023: si decide tutto allo sprint

ROMA – Niente si crea, niente si distrugge, tutto si trasforma. Uno dei princìpi cardine della fisica moderna sembra perfetto per spiegare la rincorsa della Roma, materia composta di bravi giocatori che a un certo punto avevano smesso di funzionare insieme. E che un bravo allenatore esordiente ha saputo appunto trasformare in tre mesi, fino a condurla a pochi metri dall’obiettivo dichiarato: la Champions League. Ma in questo caso, in questa storia di intrighi e separazioni, vale anche il motto del Gattopardo: tutto cambia perché nulla cambi. Lo scorso anno, quando il timoniere saldissimo con il vento in poppa era Mourinho, la Roma si trovava in una situazione praticamente identica: De Rossi ha adesso gli stessi punti allo stesso punto del campionato, 58 in 33 giornate, è nello stesso posto della classifica, quinto, e deve giocare una semifinale di Europa League contro il Bayer Leverkusen. Gli astri non hanno replicato apposta la sceneggiatura per offrire una nuova occasione. Ma è come se. 

Roma in apnea, tutte le sfide

Naturalmente i tifosi della Roma si augurano che il finale di stagione sia più gratificante rispetto al 2023. In quel caso la squadra puntò tutto sull’Europa e perse ai rigori la discussa finale contro il Siviglia, ritrovandosi fuori dalla zona Champions: nelle ultime 5 giornate Mourinho conquistò 5 punti, vincendo solo l’ultima partita con lo Spezia che gli permise di evitare la retrocessione Conference League. Alla trentaquattresima, cioè la prossima, si squagliò all’Olimpico davanti all’Inter di Lukaku (a segno) imbottita di riserve. Oggi De Rossi, che aspetta proprio il rientro di Lukaku, ha un organico più completo in termini quantitativi, al netto dell’emergenza difensiva che si concentrerà nella trasferta di Napoli, ma anche un calendario più complicato: tre scontri diretti per l’Europa contro Napoli, Juventus e Atalanta, e nel mezzo la doppia sfida al Bayer Leverkusen, che è ancora imbattuto in questa stagione.  

Il sogno Champions e la quota da raggiungere

La Champions resta un obiettivo raggiungibile, anche perché i posti disponibili per la Serie A sono cinque e potrebbero diventare sei se una delle italiane vincesse l’Europa League, ma va difesa in queste tre settimane sulle montagne russe, prima del finale in pianura contro il Genoa all’Olimpico e in casa dell’Empoli che, se salvo, non rappresenterebbe un ostacolo insormontabile. Dopo i 24 minuti che hanno sistemato la classifica con il gol di Bryan Air Cristante a Udine, la Roma si gioca tutto in 22 giorni. In questo momento ha 4 punti di vantaggio sull’Atalanta, che però recupererà a fine campionato la partita con la Fiorentina, e 6 sulla Lazio. Per essere certa di proteggere il quinto posto deve conquistare 13 punti e quindi superare la fatidica quota 70 indicata da Allegri. Ma potrebbero bastarne 10 o 11, in caso di risultato positivo a Bergamo. La sensazione di tutti, a Trigoria, è che lo sprint per il quinto posto dipenderà proprio dalla sfida del 12 maggio contro l’Atalanta: il fattore campo è a sfavore, dopo l’1-1 dell’andata all’Olimpico, ma può essere compensato dal fatto di affrontare un avversario che tre giorni dopo giocherà la finale di Coppa Italia. A parità di stanchezza, naturalmente, perché entrambe verranno dalla semifinale di ritorno di Europa League giocata tre giorni prima. 


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