Roma, che fine ha fatto Reynolds? Ora è negli Usa, poi…

L’esterno è alle prese con pratiche burocratiche. Di ritorno, lavorerà assiduamente su tecnica e tattica. Ma per vederlo in campo ci vorrà ancora molto tempo

Nello scialbo 0-0 di Benevento, in molti pensavano anche a chi avrebbe potuto esserci ed invece non c’è stato. Soprattutto tra le fila della Roma, che era piena di assenti tra i difensori. Tanti centrali (Smalling, Kumbulla, Cristante e Ibanez), ma anche un terzino ancora per alcuni versi sconosciuto come Bryan Reynolds. Già, proprio lui, l’uomo che avrebbe potuto giocare la sfida al contrario, con i colori giallorossi dei campani di Filippo Inzaghi, se avesse scelto la Juventus al posto della Roma (con i bianconeri che l’avrebbero poi girato in prestito proprio in Campania). A Benevento ieri se ne parlava eccome. Ed in molti da quelle parti si sono chiesti che fine avesse fatto il difensore statunitense.

Il programma

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Reynolds una settimana fa è tornato negli States, a Dallas, per cercare di completare l’iter burocratico per giocare in Italia. Gli serve perfezionare la documentazione necessaria per il visto governativo, ma il giocatore dovrebbe essere di ritorno nella Capitale nelle prossime ore. Poi Reynolds si rimetterà a disposizione di Fonseca, anche se per vederlo in campo ci vorrà ancora molto tempo. “Non ci possiamo dimenticare che è rimasto fermo per due mesi, ha bisogno di un lavoro individuale per recuperare”. Già, sia per tornare bene fisicamente, sia per migliorare dal punto di vista tattico, soprattutto a livello difensivo. Insomma, serve una full immersion, con un programma personalizzato di lavoro atletico e con sedute ad hoc da parte dello staff tecnico per fargli capire alla perfezione i movimenti che vuole da lui l’allenatore della Roma, sia quando si tratta di attaccare sia (soprattutto) quando si tratta di difendere. Reynolds deve migliorare sulle diagonali difensive, sul posizionamento e sulla capacità di saper allungare la linea difensiva (passando da 3 a 5), compito che Fonseca chiede spesso all’esterno di destra del suo 3-4-2-1, essendoci dall’altra parte solitamente uno abituato ad andare spesso e volentieri come Spinazzola. A conti fatti, prima di vederlo giocare ci vorrà tempo, almeno un mese, più o meno. Su di lui, però, la Roma è pronta a scommetterci su. Completato l’apprendimento e recuperata una forma discreta, può essere il terzino del futuro.

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