Roma, allarme Covid sotto controllo: così gli azzurri vengono monitorati

ROMA – Controlli rigidi, massima cura degli spazi, norme rispettate alla perfezione e anche protocollo interno da massima sicurezza. Dallo scoppio della pandemia fino a oggi il centro sportivo della Roma è sempre stato uno dei più sicuri della Serie A, con tanti soldi spesi per garantire protezione ai giocatori, staff e dipendenti, poi controlli scrupolosi e misure anti Covid che vanno anche ben oltre le direttive fornite ai club.

Roma, ecco il protocollo per i giocatori azzurri a rischio Covid

La Roma ha sempre preso con massima serietà l’emergenza pandemia, e lo sta facendo anche ora con i cinque giocatori che sono stati a stretto contatto con i positivi riscontrati tra la Nazionale azzurra e quella bosniaca. Mancini, Spinazzola, Pellegrini, El Shaarawy e Dzeko vengono attentamente monitorati dal loro ritorno in Italia: ogni giorno vengono sottoposti a tamponi rapidi, ogni due giorni a quelli molecolari oltre alle precauzioni prese anche per la trasferta di Reggio Emilia. I giocatori “a rischio” si sono infatti spostati separatamente rispetto alla squadra, viaggiando in macchina sia all’andata che al ritorno e con camere singole in albergo per evitare ulteriori contatti oltre a quelli di campo.

Dopo i tamponi effettuati in questi giorni dal club, oggi sarà il turno di quelli della Uefa in vista dell’impegno dei quarti di Europa League contro l’Ajax. Finora tutti i tamponi hanno dato esito negativo, ma a Trigoria non si abbassa la guardia anche in virtù del protocollo dell’Asl con la bolla casa-lavoro-casa che resterà in vigore fino al prossimo 15 aprile, data del ritorno europeo contro gli olandesi. 

La Roma a lavoro anche a Pasqua: giovedì c'è l'Ajax!

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