Rivoluzione Mondiali ogni due anni: ci siamo

La “guerra” tra Fifa e Uefa sull’idea di disputare ogni due anni la Coppa del Mondo continua e ieri è andata in scena una nuova puntata. Dopo il no secco di lunedì di Ceferin («Vedere ogni due anni il Mondiale deluderebbe il pubblico e intaserebbe il calendario internazionale. I calciatori necessitano di riposo, non di trascorrere tutte le estati a giocare»), la risposta di Infantino non si è fatta attendere e alle 10 attraverso un comunicato ufficiale della Fifa è stato resa nota la riunione, a Doha, di un gruppo ex calciatori e allenatori provenienti da 6 continenti, “capitanati” da Arsène Wenger, nominato un paio di anni fa supervisore per la crescita del movimento calcistico in tutto il mondo proprio dal dirigente italo-svizzero. Il nuovo Technical Advisory Group (TAG) darà suggerimenti su come modificare il calendario internazionale post 2024 sfruttando l’esperienza di questi giocatori e tecnici.

Giocare il Mondiale ogni due anni concentrando le gare nazionali in un periodo

Oggi e domani in Qatar ci saranno tra gli altri Djorkaeff, Khedira, Lalas, Materazzi, Nuno Gomes, Roberto Carlos, il Fenomeno Ronaldo, Schmeichel, Suazo, Trezeguet e Zabaleta, ma del gruppo in futuro faranno parte anche Altobelli, Córdoba, Drogba, Honda, Julio Cesar, Klinsmann, Mascherano, Matthäus, Owen, Terry, Van Basten e Zanetti. Nomi importanti che, magari, supportando la tesi di Infantino sulla Coppa del Mondo da giocare ogni due anni concentrando in un unico periodo dell’anno le gare delle nazionali, potrebbero rivitalizzare agli occhi della gente la proposta del numero uno della Fifa, adesso avversata dalle altre componenti del mondo del pallone.

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