Ritorni, riscatti, volti nuovi: da Maignan a Giroud, ora è un Milan alla francese

Undici colpi per i rossoneri in questa sessione di calciomercato (Adli, però, è per l’anno prossimo). Ok i giovani, ma tre rinforzi sono over 30: il nuovo numero 9, Florenzi e Messias

Dieci ragazzi per me posson bastare. Anzi no, ci voleva anche l’undicesimo ed è stato preso, ma per la prossima stagione: il colpo Yacine Adli, messo a segno con un anno di anticipo, dà l’idea di quanto il Milan guardi già al futuro, mentre allestisce il presente. Il club di via Aldo Rossi ha regalato dieci acquisti a Stefano Pioli per la stagione 2021-22, quella che finalmente rivedrà il Diavolo in azione in Champions League: tre di questi vestivano già rossonero fino a giugno (Tomori, Tonali, Diaz), un altro (Bakayoko) era passato da Milanello tra il 2018 e il 2019. Gli altri sono volti nuovi, in un Milan che parla sempre più francese: oltre ai Bleus Giroud, Maignan, Hernandez e Kalulu in rosa ci sono l’algerino Bennacer, l’ivoriano Kessie e il senegalese Ballo-Touré. Tutti francofoni, aspettando, appunto, che si aggiunga pure Adli.

Più e meno

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Milan più forte dell’anno scorso, dunque? Impossibile rispondere adesso a questa domanda. Perché il peso delle partenze di Calhanoglu e soprattutto di Gigio Donnarumma sarà da valutare in relazione al rendimento di chi li sostituirà, ovvero di Maignan e Brahim Diaz. Ma non è solo un discorso di porte girevoli, il valore di una rosa non si misura tenendo in mano il bilancino di chi entra e chi esce: l’impressione è che ora il Milan sia più completo e sia mediamente più maturo di un’estate fa. Un po’ perché tutti i baby rossoneri hanno un annetto in più di Milan – e di Serie A – sulle spalle: fare esperienza conta, per informazioni chiedere a Tonali e Leao. E un po’ perché sono arrivati uomini rodati come Giroud e Florenzi, graditissimi a Pioli perché hanno calcato a lungo i grandi palcoscenici internazionali. Sono già entrati negli “enta”, ovvero nella decade col 3 davanti, proprio come Messias, l’ultimo squillo di questo mercato rossonero: ma l’ex Crotone non è stato certo preso per l’esperienza, vista la (fantastica) storia personale che si porta dietro. È una scommessa, come Pellegri.

Una squadra intera

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Qualche strappo alla regola (si legga: alla filosofia della proprietà Elliott che chiede di acquistare quasi soltanto giovani) è stato fatto, ma il ritorno in Champions consigliava di muoversi in tal senso. Il Milan ha comprato un’intera squadra di calcio, per così dire: dal portiere al centravanti, ha concluso undici acquisizioni con formule varie, visto l’arrivo in prestito biennale di Bakayoko e Brahim Diaz. Dalle casse rossonere escono subito una sessantina di milioni, ma ha poco senso fare il conto adesso: l’investimento e l’esborso sono da guardare in prospettiva, quando sarà tempo di riscatti. Di certo, Elliott ha permesso a Pioli di avere la squadra che voleva, al termine di un lungo lavoro concertato col d.t. Maldini e il d.s. Massara. Ora parlerà il campo, come sempre. E le prime uscite, tra amichevoli e inizio di campionato, sono incoraggianti.

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