Risorsa per Pioli o pedina per il mercato? Il Milan valuta il futuro di Hauge

Il norvegese ha mostrato sprazzi di talento nel suo primo anno rossonero, ma nel finale di stagione non ha trovato spazio: piace soprattutto in Germania, il club riflette

Il Godot rossonero ha i capelli biondi, il dribbling facile e una nomea che sta svanendo, quella di predestinato. Da fine giugno ha pure un’etichetta intorno ai piedi: c’è scritto “vendesi” ed è rivolta al miglior offerente, perché dopo un grande avvio Jens Petter Hauge è sempre più vicino a togliersi di dosso la maglia rossonera. Tra aprile e maggio ha fatto un po’ come Godot. Pensavano si palesasse all’improvviso, magari con un guizzo, e invece no. Hauge è rimasto in panchina per 9 partite di fila. “Dai che entra”. “Dai che un quarto d’oro lo fa”. Pura illusione. Pioli, dopo averlo visto siglare un gol decisivo in Milan-Samp 1-1, punto d’oro per la Champions, non l’ha schierato più. Nel girone di ritorno ha giocato dall’inizio solo 3 partite, tutte a gennaio (Juve, Torino e Cagliari). Cos’è successo al norvegese?

Percorso

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Hauge si sta allenando a Milanello per strappare una conferma. Qualche assente c’è, specie tra infortuni (Ibra) e vacanze extra causa Europeo. La rosa è un filo ristretta. Il 17 luglio, poi, ci sarà la prima amichevole stagionale contro la Pro Sesto (ore 17 a porte chiuse). Il vecchio predestinato vuole riprendersi con le unghie la sua nomea, dire a Pioli che può ancora dire la sua. In fondo quest’anno ha inciso spesso, soprattutto in Europa. Preso per 5 milioni, bastò il famoso preliminare con il Bodo a convincere il Milan in modo definitivo (lo tenevano già sott’occhio). Tuttavia, dopo 4 gol siglati tra ottobre e inizio dicembre, Hauge ha giocato sempre meno. Prima qualche gara da titolare, poi una quindicina di minuti scarsi, poi 5’ e infine nessuno, solo panchina. Prima del raduno a Milanello, inoltre, Jens aveva parlato del futuro: “Sono pronto a lottare per un posto, ma se il club ha idee diverse allora dovrò decidere cosa fare”. Con l’offerta giusta può partire.

Mercato

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Gli estimatori ci sono: prima che De Paul scegliesse l’Atletico Madrid, ad esempio, Hauge era stato indicato come contropartita per arrivare al ‘diez’. Affare tramontato. Ora lo cercano diversi club – Eintracht e Wolfsburg su tutti -, mentre la valutazione si aggira intorno ai 15 milioni. In ogni caso sarebbe una plusvalenza per il Milan. Tuttavia, ci si chiede se sia il caso di sacrificarlo dopo una sola stagione. In fondo Hauge ha 21 anni e da giugno scorso a oggi non si è mai fermato. In Norvegia la preparazione inizia prima, il campionato pure, e dopo aver stupito con il Bodo il biondino si è trasferito subito in Italia. Al momento è l’ultimo esterno nella gerarchia di Pioli, come dimostrano le 9 panchine di fila. Inoltre, un’eventuale cessione potrebbe finanziare un altro acquisto: il Milan ha speso circa 50 milioni per Tonali, Tomori e Maignan, ma manca ancora il sostituto di Calhanoglu. Soldi in più farebbero comodo. Tempi incerti per il biondino venuto dal freddo.

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