Rilanciare o vedere le carte di Raiola? Ecco perché tra Gigio e il Milan è una partita a poker

Il club rossonero è fermo alla proposta di 8 milioni, l’agente del portiere ne chiede almeno 10: occhio agli elementi che possono condizionare il tavolo, come il nuovo Fair play finanziario e le clausole

Il “sentiment”, dicono quelli bravi. Il sentiment del mondo rossonero sul rinnovo di Donnarumma è tra l’infastidito e il preoccupato: sui social e forum milanisti è diffuso il timore che l’ennesimo braccio di ferro possa condizionare lo sprint verso la qualificazione Champions (e chissà, verso i sogni scudetto). Ieri il presidente Scaroni ha assicurato che le negoziazioni in corso non influenzeranno il rendimento della squadra, ma chi ha a cuore il Diavolo non è tranquillo: il Milan è stato protagonista di una stagione troppo positiva per rischiare di rovinarla così, distraendosi al tavolo da poker con il super-agente Mino Raiola a 10 giornate dalla fine del campionato.

Attesa

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Il web non è una scienza esatta, ma il sentiment – l’umore generale, la percezione di ciò che sta avvenendo – dice questo: meglio non correre dietro a Raiola, meglio non impegnarsi in una serie infinita di rilanci, visto che la distanza tra richiesta e offerta è così ampia. Maldini e Gazidis, il punto di riferimento sportivo ed economico del Milan, hanno offerto 8 milioni netti, ovvero 7 più uno di bonus. Raiola non scende sotto i 10, stando a quanto filtrato dal suo entourage finora. Tradotto in costo a bilancio: 14,5 milioni annui preventivati dal club, oltre 18 se venisse accontentato Gigio. Attendere e vedere le carte di Raiola, oltre che a dare un preciso segnale, servirebbe a far emergere eventuali bluff: davvero ci sono top team europei col contratto già pronto per Donnarumma a quelle cifre? E poi attenzione al nuovo Fair play finanziario che l’Uefa sta studiando di concerto coi club: davvero in tempi di pandemia verrà consentito di proporre mega-stipendi ai giocatori senza limiti? L’orientamento va nella direzione opposta. E se è vero che il varo del nuovo FPP avverrà ben dopo la fine della telenovela Donnarumma, la proprietà Elliott di certo non ha voglia di lanciarsi nell’ennesimo valzer con Nyon su sostenibilità del monte ingaggi, proporzionalità rispetto al bilancio e argomenti simili.

Rilancio

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Se da una parte i tifosi non vogliono vedere un Milan piegato alle esigenze di Raiola, dall’altra la paura di perdere il portiere della Nazionale c’è. Soprattutto se poi non dovesse accasarsi all’estero (anche se la Juve, ora come ora, è convinta di continuare con Szczesny). Uno sforzo per uno come Gigio è sempre giustificato, vista l’età del giocatore, la sua crescita di livello ininterrotta e l’importanza di avere una colonna affidabile in quel ruolo. Un rilancio della dirigenza rossonera, magari minimo, sarebbe una mano tesa a Raiola qualora il Milan vedesse vicina e possibile la conclusione positiva dell’affare, facendo leva anche sul desiderio di Gigio di restare a Milano. Si potrebbe giocare sulla durata del contratto (qualche soldo in più, qualche anno in meno rispetto al classico quinquennale) e sull’entità della clausola rescissoria. Accordarsi per prendere altro tempo, rimandare il discorso di almeno un paio d’anni, per poi riaffrontarlo quando il calcio sarà ripartito e i paletti finanziari saranno chiari. Tutti aspettano la mossa del Milan, adesso. Ma si muoverà?

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