Ridate un bomber a Rino

Non è questa sconfitta lo specchio di una stagione contorta ma per niente compromessa: cosa vuoi dire al Napoli dopo una partita del genere, persa per due uscite scellerate dal basso, per la doppietta di un giocatore eterno come Pandev, da eroe del triplete interista a eroe del Marassi vuoto, per due pali maledetti e anche per tanta malasorte. La settima sconfitta non può e non deve essere fatale per Gattuso, che sta scalando una montagna sempre più alta perché non c’è un evento che giri dalla parte giusta, cioè quella azzurra. Un assalto continuo, dal primo all’ultimo minuto, un assalto vanificato dal solito vizio, nazionale e non certo solo napoletano, di uscire dalla propria area con il giro palla e non più con il lancio in mezzo al campo: errori fatali, su cui prima Badelj e poi Zajc hanno messo Pandev davanti a Ospina. Due su due, figuriamoci se il macedone poteva sbagliare gol che non erano affatto facili: servivano precisione e freddezza, Goran ha portato il Genoa sul 2-0 e a quel punto prova a battere una squadra di Ballardini con il doppio vantaggio. Quasi impossibile, soprattutto oggi che la squadra rossoblù sembra trasformata dal cupo allenatore di Ravenna, uno dei pochi (forse l’unico) romagnoli senza sorriso. Ventiquattro tiri in porta alla fine della partita, tutti del Napoli. Solo quattro per il Genoa, che li ha trasformati in oro. Pagati a un prezzo carissimo gli errori della difesa in uscita, così è arrivata una sconfitta che rallenta la corsa di Gattuso verso la Champions, non molto lontana. Sì, ci sono cose che non vanno, la squadra non sarà bella e non sarà divertente, ma ha comunque tanta forza e molto coraggio: nel secondo tempo di Genova sembrava replicare le qualità del Gattuso-giocatore in un arrembaggio quasi vincente: ma sempre Perin e ancora un palo (di Insigne) hanno impedito la conquista di un punto dopo il gol di Politano che aveva riacceso le speranze. E non c’erano Fabian Ruiz, Mertens, Koulibaly, Ghoulam e Insigne per quasi un’ora: non ci sono squadre, oltre alla Juve e all’Inter, che possono sopportare assenze così pesanti nella stessa partita. Mancavano molti titolari, eppure la sensazione è che manchi sempre un centravanti che possa fare i gol di Higuain e di Mertens: poteva essere Milik, ma è inutile cercare ancora i colpevoli di un delitto senza senso (la rottura senza possibità di ritorno), potrà essere Osimhen appena riuscirà a recuperare una condizione dignitosa. Date alla squadra un cannoniere e tutto può cambiare, perché c’è ancora molto tempo. Mercoledì, a Bergamo, Gattuso si giocherà l’ingresso alla finale di Coppa Italia: l’Atalanta ieri ci è sembrata a pezzi nel secondo tempo, il Napoli più vivo che mai. Basta crederci.

Politano non basta al Napoli: Pandev e due legni fermano Gattuso

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Politano non basta al Napoli: Pandev e due legni fermano Gattuso

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