Retroscena Mourinho e Pellegrini: cosa hanno detto nel tunnel a Aureliano dopo l'Atalanta

Ci ha pensato su un minuto buono, poi José Mourinho ha percorso le scalette che conducono negli spogliatoi lamentandosi in portoghese («Ma davvero ha espulso me?») e infine è salito su un’auto che lo ha condotto lontano dallo stadio Olimpico. Da qui è nata la decisione, condivisa ovviamente con la società, di non presentarsi al rituale delle interviste. A quel punto Tiago Pinto ha comunicato all’ufficio stampa che nessun tesserato della Roma avrebbe commentato la partita pareggiata con l’Atalanta. Mourinho era furibondo per l’arbitraggio di Aureliano, che a suo parere aveva commesso una serie di errori gravi di gestione: il primo è il “perdono” di Scalvini, che è stato ammonito e non espulso per somma di falli; il secondo è la mancata concessione in diretta del rigore, per il contatto molto ruvido tra Karsdorp e Ruggeri; il terzo è aver ignorato la trattenuta di Kolasinac su Dybala, sul finire del primo tempo, quando l’eventuale fischio avrebbe potuto determinare almeno l’ammonizione del difensore, poi effettivamente sanzionato nella ripresa. Mourinho è poi esploso nel recupero del secondo tempo – era stato però già ammonito – per un episodio meno importante, per una valutazione sgradita di scarsa rilevanza. Segno che si era innervosito oltremodo prima. Con questa espulsione ha però soltanto ottenuto il risultato meno gratificante: mercoledì, serata di Coppa Italia, andrà in panchina nel derby ma non potrà guidare i giocatori a San Siro durante Milam-Roma. Per la seconda volta in stagione si accomoderà con noi in tribuna stampa, protetto da un cordone di sicurezza tra le centinaia di foto dei tifosi che occupano i posti di tribuna rossa.

Pellegrini, il gesto al termine di Roma-Atalanta

Oltre a Mourinho, anche il capitano Lorenzo Pellegrini non ha gradito l’arbitraggio. Al termine della partita, infatti, ha accompagnato l’arbitro lungo il tunnel degli spogliatoi esprimendo tutte le sue rimostranze. Lo ha fatto con educazione, ma al tempo stesso con fermezza. Non ne ha parlato davanti alle telecamere perché ha rispettato il silenzio imposto dalla società, ma alla terna arbitrale ha manifestato tutto il suo disappunto.


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