Reja: “Mourinho sta dietro e fa il contropiede. Mentalità cambiata in Italia”

TIRANA (ALBANIA)La mancata qualificazione dell’Italia alla fase finale dei Mondiali ha deluso tutti e mi dispiace molto. Per fortuna Mancini ha deciso di rimanere al proprio posto; con lui in panchina il progetto avrà continuità e sono convinto che farà benissimo“. Così Edy Reja, commissario tecnico dell’Albania, presenta in conferenza stampa l’amichevole di domani sera all’Air Albania Stadium di Tirana (calcio d’inizio alle 20.45) della sua ‘Futbollit‘ contro gli azzurri di Roberto Mancini. Il 77enne tecnico friulano non solo elogia il lavoro del ct azzurro ma traccia quella che, secondo lui, è la strada da seguire e quali sono le basi da cui ripartire: “Ci sono giovani interessanti” – sottolinea il ct dell’Albania – “Ad esempio mi parlano molto bene di Pafundi, che è un 2006, ci sono anche elementi come Miretti o Fagioli della Juventus. Mancini sta lavorando per il futuro e mi auguro possa centrare altri obiettivi, perché se lo merita“.

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Reja: “Italia fuori dal Mondiale? Discorso lungo…”

L’Italia che non partecipa a due edizioni consecutive dalla Coppa del Mondo è “un discorso lungo” legato, secondo Reja, a più aspetti ma a uno in particolare: “I settori giovanili in Italia sono composti quasi interamente di stranieri. In passato c’erano blocchi di Juventus, Inter e Milan, ora Mancini deve invece pescare dappertutto, sono pochi i giocatori di squadre con esperienza internazionale. In ogni partita“, sottolinea l’ex allenatore del Napoli per il quale “basta un niente, in queste gare sei dentro o fuori, non è il campionato dove puoi recuperare. Non ci sono squadre che puoi prendere sottogamba, ma il problema principale è che in Italia ci sono tantissimi stranieri. L’Italia senza due Mondiali è tosta, per 12 anni non vedremo il Mondiale“.

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Reja punge Mourinho e sul 3-5-2…

Reja è convinto che sia la mentalità il principale ostacolo che ha impedito agli azzurri di qualificarsi al Mondiale. Mentalità che, secondo il ct dell’Albania, in Serie A non è così marcata. Per Reja l’esempio più lampante è rappresentato da Mourinho al quale non risparmia una critica: “Ora è arrivato e sta dietro e fa il contropiede“, punge l’ex allenatore del Napoli che però sottolinea quanto i primi segnali di cambiamento stiano giovando al campionato italiano: “Ora in Serie A si aggredisce più alti e c’è stata la svolta, si cerca di più il gioco produttivo. Mentalmente siamo cambiati anche noi allenatori“. Sul modulo più idoneo da adottare, Reja non ha dubbi: “Il 3-5-2 è il modulo che ci ha dato più garanzie. Con questo sistema i calciatori si sentono molto sicuri e non credo di cambiare, poi magari può accadere nel corso della gara“, svela Reja che poi aggiunge: “Io il 3-5-2 l’ho utilizzato nel Napoli già 15 anni fa. Ora lo fa Conte, lo fa Mancini… Io ho iniziato 15 anni fa e ho fatto i complimenti anche a Mancini, perché con la difesa a tre ha trovato veramente l’equilibrio. Poi alcune prestazioni sono venute bene, altre male, ma questo è un modulo che mi ha dato soddisfazioni”.

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Reja: “Voglio un segnale dai miei”. Su Asllani, Bajrami e Broja…

Sì, può essere la gara giusta ma giocare contro l’Italia non è facile. E’ sicuramente una gara che potrà darci indicazioni importanti, è una gara che fa piacere disputare“. Reja si aspetta una prestazione matura da parte della sua squadra e il test con gli azzurri può fornire al ct preziose indicazioni in merito: “Vediamo a che punto siamo arrivati, anche se mi sarebbe piaciuto avere la formazione al completoMi piacerebbe vedere la crescita di questa squadra: se tu dimostri di essere competitivo contro l’Italia questo è un ulteriore stimolo. Io mi aspetto questo, al di là del risultato. Mi aspetto una prestazione all’altezza“. Su i due italiani, Bajrami dell’Empoli e Asllani dell’Inter, Reja ammette che la loro ‘convivenza’ a centrocampo è possibile a patto che si trovino i giusti equilibri: “Nell’ultima partita in casa contro Israele hanno giocato insieme, se l’hanno fatto è perché possono farlo“, ammette Reja che poi aggiunge: “E’ chiaro, però, che hanno bisogno di certi equilibri attorno visto che uno è un trequartista e l’altro un regista di centrocampo. C’è quindi bisogno di chi poi li protegge nell’interdizione“. Sulle potenzialità dell’attaccante del Chelsea Armando Broja, Reja ammette: “Ha delle qualità, ma è presto per poter dire dove può arrivare… Lui ha il potenziale per diventare, poi però ci sono tante componenti e non si diventa giocatori subito“. Il ct albanese propone poi un interessante parallelo: “Avete visto Tonali? Nel primo anno al Milan ha avuto grandi difficoltà. Per arrivare a quel livello lì servono i giusti passaggi, bisogna arrivare gradualmente anche perché nei grandi club la critica è immediata. Un giovane quando lo butti dentro puoi anche bruciarlo definitivamente“.

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Reja: “Ai due inni mi commuoverò”

L’affetto per l’Albania lo conoscete e quando non gioca contro l’Albania tifo per l’Italia. Ma domani non tifo certo Italia, andrebbe contro i miei interessi…“, ammette Reja che si augura una gara all’insegna dello spettacolo: “Se venisse fuori un 3-3 o un 4-4 sarebbe straordinario. E’ una festa per noi, un’amichevole migliore non potevo aspettarmela“. Emozionarsi, per Reja, sarà inevitabile: “Sono particolarmente emozionato, domani quando sentirò i due inni mi commuoverò, sicuramente“.

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