Real Ancelotti, la leggenda continua. Ma il City merita solo applausi

Meravigliosa è la notte del Real a Manchester, amara l’uscita di scena dei campioni d’Europa e del mondo in carica, eliminati ai calci di rigore, decisi dall’implacabile Rudiger con l’ultimo tiro. Irreparabili per i Citizens gli errori di Bernardo Silva e Kovacic. All’Etihad Stadium non c’è stato il bis dello sfolgorante 3-.3 di cui era stato teatro il Bernabeu una settimana prima. Il City ha dominato il gioco in lungo e in largo, viaggiando a un ritmo spaventoso. Ha rimontato il gol di Rodrygo con il guizzo di De Bruyne e poi ha cinto la porta di Lunin con un assedio asfissiante. Guardiola ha costretto Ancelotti a impostare una gara di grande resilienza, però è stato tradito da Haaland. Mai stato in partita il supercannoniere da 31 gol in 38 gare stagionali, inopinatamente con le polveri bagnate proprio nel momento più importante del percorso europeo. Il Real, invece, è riuscito a trascinare i rivali sino ai supplementari dopo avere sofferto le pene dell’inferno per larghi tratti dell’incontro, mostrando tuttavia la forza del suo collettivo: tutti si sono sacrificati, a cominciare da Bellingham. La sagacia tattica di Don Carlo ha avuto la meglio sul tikitaka 2024 di Pep il quale, comunque, nulla può e deve rimproverare ai suoi. Semmai, i due errori fatali dagli undici metri, dove Lunin ha confermato la sua fama, avendone parato due e confermandosi il grande sostituto di Courtois.

Le sorprese non finiscono mai

A quasi sei anni di distanza dall’ultimo ko interno in Europa, il City si è arreso alla squadra allenata dall’unico tecnico ad avere vinto più Champions League, un autentico Maestro del calcio. Quando ha visto che, dopo l’intervallo, gli uomini di Guardiola hanno ripreso a martellare, Ancelotti ha deciso; fuori Kroos, dentro Modric; fuori Rodrygo, dentro Brahim Diaz. Il Real ha registrato solo il 32% di possesso palla e ha contato 8 tiri in porta contro i 33 degli inglesi, ma, evidentemente, le statistiche non bastano per passare il turno. Come due pugili sul ring, stremati per essersele date di santa ragione eppure incapaci di sferrare il colpo decisivo, City e Real sono arrivati sino ai rigori e per i Campioni del Treble è stata la fine. Il Madrid è il Re d’Europa, di Champions ne ha vinte quattordici, Ancelotti gliene ha date due, nel 2014 e nel 2022, è arrivato alla decima semifinale In carriera (la quarta consecutiva del Real, l’undicesima nelle ultime tredici edizioni). Prossimamente affronterà il Bayern. Il peggior Bayern degli ultimi dodici anni in Bundesliga, dopo averne vinte undici di fila, ma un altro Bayern in Champions: 7 vittorie, 2 pareggi e 1 sconfitta. Contro la Lazio di Sarri. Le sorprese nel calcio non finiscono mai.

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