Raul De Tomas e quel conto presentato al Real Madrid

La sincerità di Ancelotti ha tolto ogni scusa al Real: «E’ stata la nostra peggiore partita». Ma Don Carlos, come lo chiamano in Spagna, ha fatto i complimenti anche all’Espanyol, che non batteva i “blancos” nella Liga da dodici anni, perché la sontuosa storia del tecnico italiano non è scandita solo dalle tre Champions vinte in panchina, dalla collezione di venti trofei, ma soprattutto da uno stile e da un’eleganza che non smarrisce mai. Quello di domenica sera, allo stadio Cornellà-El Prat, è stato un evento da fuochi d’artificio per l’Espanyol, controllato da una proprietà cinese, Rastar Group, e guidato dal presidente Chen Yansheng.

LA SVOLTA – Nell’altra metà di Barcellona si festeggia ancora, nonostante la partenza sofferta in campionato, il tredicesimo posto e i malumori che cominciavano a crescere intorno all’allenatore Vicente Moreno, che fino alla sfida con Ancelotti aveva vinto in sette giornate soltanto una gara, quella contro l’Alaves (1-0). L’appuntamento con il Real ha segnato una svolta. Il modulo per imbrigliare i “blancos” è stato il 4-1-4-1: raddoppi di marcatura e ripartenze, ritmo e intensità, lasciando il gioco a Modric e a Kroos, sfruttando in modo scientifico un possesso palla che ha toccato appena il 34%.

LA GARA PERFETTA – E’ finita 2-1, grazie ai gol di Raul De Tomas e Aleix Vidal, inutile il lampo di Benzema, capocannoniere con nove reti e prima garanzia di Ancelotti, raggiunto al comando della Liga dall’Atletico Madrid e dalla Real Sociedad. Raul De Tomas è stato l’uomo della domenica in Spagna. E’ cresciuto al Bernabeu, nella “cantera” dei blancos, ma a certi livelli ha trovato le porte chiuse e alla fine è stato bocciato e girato in prestito al Castilla, al Cordoba, al Valladolid, al Rayo Vallecano, fino a quando i dirigenti del Real hanno deciso di cedere il centravanti al Benfica, dove però si è fermato solo sei mesi.

LA SCELTA – All’inizio di gennaio del 2020, Raul De Tomas ha scelto l’Espanyol, che ha investito sul suo cartellino ventidue milioni e mezzo, l’acquisto più costoso nella storia del club catalano. Ventisei anni, un metro e 80, tecnica da trequartista, rapidità, maglia numero 11, ventitré gol nella scorsa stagione per riportare l’Espanyol nella Liga e tre nelle prime otto giornate in questo campionato. Ha firmato un contratto fino al 2026, la salvezza dei “blanquiazules” dipenderà proprio da lui, da Raul De Tomas, nato a Madrid il 17 ottobre del 1994. E’ spagnolo, ma sua mamma Mila è nata nella Repubblica Dominicana. Ha iniziato nel centro sportivo del San ??Roque e nel 2004 ha superato il provino per entrare nel vivaio dei “blancos”. Una famiglia di calciatori: il papà, Beni, ha giocato nel Real. Raul ha anche un fratello: si chiama Ruben, classe 2000, ala sinistra del Rayo Vallecano B.

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