Ranieri voleva Conte in squadra, poi lo spiò da tecnico. Samp-Inter, amici contro

Il match dell’Epifania li mette di fronte per l’ottava volta, ma i due si stimano anche fuori dal campo. Tutto ha inizio negli anni ’90…

Il calcio li ha messi contro solo sul campo. Anzi, una volta Antonio Conte e Claudio Ranieri se le sono proprio dette: “Gli arbitri hanno paura a fischiare per la Juve”, il grido di rabbia del primo per due presunti rigori non avuti a Parma: “Se è così, allora con l’Inter hanno il terrore – rispose divertito il secondo, prima di crollare 3-0 a San Siro contro il Bologna – non posso essere d’accordo con lui, spero che nessuno si faccia influenzare da chi alza la voce”. Era l’inizio del 2012, poco più di un mese dopo Ranieri sarebbe stato esonerato. Fatale la sconfitta dello Stadium proprio contro il suo…amico. Già, i due hanno da sempre un rapporto speciale. Si sono frequentati spesso anche fuori dagli stadi. Il destino, su lavoro, si è impegnato a metterli contro. Risultato? Sono diventati l’uno il primo tifoso dell’altro. E domani, prima di Samp-Inter, se non si abbracceranno sarà solo per le precauzioni anti-covid.

“Spiato”

—  

Confronto numero otto. Conte ha sempre vinto, tranne una volta. La prima, con Vucinic e Perrotta che mandarono k.o. l’Atalanta, permettendo così alla Roma di continuare la corsa scudetto contro l’Inter. L’anno dopo, nel 2011, Antonio andò a Siena, riportandolo in A. Ranieri, nel frattempo dimessosi, fece un salto in Toscana per osservare da vicino i metodi del suo collega, che qualche anno prima a Coverciano aveva presentato una tesi curiosa. 40 pagine sul 4-3-1-2 e l’uso didattico del video: “Ho sentito le parole di Nedved, vogliono mettere nel motore quell’essere juventino di cui ha parlato. Chi più di Antonio può farlo?”, lo sponsorizzò Ranieri a maggio, quando l’amico in un colloquio aveva incantato Andrea Agnelli diventando di colpo il favorito per la panchina bianconera. Lui, capitano di una Juventus da cui Ranieri provò a prenderlo. Seconda parte degli anni ’90, Antonio e Lippi – allora suo allenatore – avevano un rapporto particolare. Intesa, certo. Ma anche litigi e frasi forti dette in faccia. Claudio, che nel frattempo aveva riportato la Fiorentina a vincere trofei, avrebbe voluto approfittarne per portarlo in viola insieme a Di Livio, ma la doppia trattativa non si concretizzò.

Welcome

—  

Dall’Italia all’Inghilterra, dove nel 2016 Ranieri diventò King vincendo il titolo con il Leicester. In estate si incollò davanti alla tv per tifare l’amico Antonio, che da Ct guidò l’Italia in Francia. L’Europeo terminò a Montpellier, contro la Germania. Passò qualche giorno e Conte, il 14 luglio, firmò per il Chelsea. In Premier c’erano anche Mazzarri e Guidolin, ma chi chiamò per i primi consigli? Claudio, ovviamente: “Anche perché è un uomo adorabile”, disse. Il 16 settembre, alla quinta giornata, arrivò la prima sconfitta, con il Liverpool che passò a Stamford Bridge. Il sabato successivo ecco la batosta con l’Arsenal (3-0) e l’ottavo posto in classifica: “Dategli tempo, deve solo capire il campionato”, lo difese Ranieri davanti a tutti. Da lì 14 vittorie nelle successive 15 partite, che lanciarono i Blues alla conquista del titolo: “Spero che possa raggiungere l’obiettivo”, ammise in conferenza Claudio, che nel frattempo era appena 15esimo in classifica e a 31 punti di distanza dall’amico. Nessuna invidia e gelosia, soltanto affetto. A fine febbraio venne esonerato, scatenando l’indignazione del mondo del calcio: “Il Leicester gli dedichi lo stadio”, commentò l’ex nemico Mourinho: “Sono molto triste – le parole, invece, di Conte – non l’ho ancora chiamato perché immagino il momento che sta attraversando. Ma senza dubbio lo sentirò nei prossimi giorni”. Ad aprile Ranieri sarebbe andato a Stamford Bridge per assistere alla vittoria di Antonio sul City di Guardiola. Qualche giorno dopo lo andò a trovare – come ai tempi di Siena – al centro sportivo di Cobham. Sorrisi, abbracci, consigli. Una vita così.

Aeroporto

—  

Estate 2019, la Roma era in cerca di un allenatore. Ranieri, che aveva preso il posto di Di Francesco su richiesta di Totti, l’aveva traghettata per qualche mese fino al sesto posto per poi farsi da parte come d’accordi. La piazza sognava Conte, reduce da un anno sabbatico dopo il burrascoso addio al Chelsea: “Da tifoso della Roma lo vorrei come allenatore – le parole di Claudio dopo una vittoria per 3-0 sul Cagliari – non so nulla di presunti contatti ma un suo eventuale arrivo mi renderebbe felice. Se viene lo prendo all’aeroporto!”, promise. Alla fine Conte scelse l’Inter: “La Juve è sempre la Juve. Però Antonio sta accorciando il gap. Ci sarà lotta fino alla fine”, la previsione dell’amico nel novembre 2019. Oggi i nerazzurri hanno nove punti di vantaggio sui bianconeri, pronti a tifare Ranieri. E’ tutto un altro mondo rispetto a nove anni fa. A non essere mai cambiata, però, è la loro amicizia.

Precedente Le ultime su Milan-Juve, le condizioni di Lukaku. Ascolta le news Successivo E se pali e traverse fossero stati gol? Milan in fuga, lo Spezia invece...

Lascia un commento