Ramsey, Rabiot e gli altri. Quelli che… in nazionale si trasformano

I gol di Morata e McKennie sono l’ultima fotografia della diversità di rendimento, tra club e nazionale. Che fa rumore soprattutto per il gallese e il francese. Il caso opposto di De Ligt

In origine era soprattutto il caso di Aaron Ramsey. Che non si è risolto, anzi, però adesso è aumentata la compagnia. La doppia personalità non è più solo quella del gallese, che in stagione ha 112 minuti in 5 presenze da ectoplasma in bianconero, solo una volta da titolare, e invece in nazionale ne ha giocati più del doppio (241) con 3 gol in 3 partite, una da capitano. Il tempismo della sua recente inclusione nella lista dei partenti ha aggiunto al club anche Adrien Rabiot, il cui gol con la Francia nell’8-0 sul Kazakistan non farebbe notizia se non fosse l’unico di una stagione in cui Allegri gliene ha chiesti almeno dieci in bianconero e al momento se ne ritrova zero, addirittura con un solo tiro nello specchio finora.

ECCO MORATA

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La storia, recente o meno recente, impone di constatare un percorso meno contraddittorio tra le notti da protagonista in nazionale anche di Weston McKennie e di Alvaro Morata e il loro rendimento in bianconero. Allo spagnolo è sempre stata riconosciuta la grande generosità, e anche il lavoro per i compagni, ma è inevitabile e anche doveroso che con un attacco così poco produttivo a finire sul banco degli imputati, in prima fila, ci sia il centravanti: due gol in 12 giornate di campionato, alcune trascorse perfino senza tirare. La sua è più una storia di rivincita in patria, dove i tanti errori sotto porta lo hanno messo al centro di attacchi anche violenti, che una risposta in chiave Juve. Magari, come ha detto lui stesso, una miccia per riaccendersi anche in bianconero.

MCKENNIE C’È

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Il gol di Weston McKennie contro il Messico nello scontro diretto che ha dato agli Stati Uniti il vertice del girone, per differenza reti, arriva per il centrocampista nel suo momento migliore della stagione anche con la Juve, non tanto e non solo per i due gol coincisi con le sanguinose sconfitte con Sassuolo e Verona, quanto per la ritrovata vivacità e l’accresciuta alchimia da partner di Locatelli in mezzo al campo. Comprese le ultime due contro Zenit e Fiorentina, fanno quattro partite di fila sopra la sufficienza, voti Gazzetta alla mano: sicuramente presto per considerarlo un patrimonio consolidato di cui potersi già fidare, soprattutto alla luce di come si è parlato dell’americano fino a un paio di settimane fa.

DELUDENTI

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Registrato il percorso opposto di Matthijs De Ligt, che ha ritrovato in maglia Juve quelle certezze che la perdita del posto fisso in nazionale potevano minare, e detto che Morata è un capitolo a parte, anche perché qualcosa in bianconero l’ha già dimostrato, McKennie quantomeno ha saputo tirarsi fuori già da quel cono d’ombra ormai irrimediabile per Ramsey e a cui sembra non riuscire a sfuggire neanche Rabiot, che pure le sue opportunità continua ad averle. Inevitabile che sulla valutazione dei due “parametro zero” presi nel 2019 da Paratici pesi tremendamente per quell’ingaggio da sette milioni annui in su che li rende gli uomini più pagati in organico dopo De Ligt e Dybala, soprattutto in tempi come questi in cui si deve tirare la cinghia sugli altri.

LE RAGIONI

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Vederli brillare in nazionale è una beffa che brucia nell’ambiente Juve. Perché non è la prima volta, anzi. Perché è già successo anche contro avversarie modeste come Bielorussia e Kazakistan. Perché non è questione di concorrenza modesta in nazionale, almeno per Rabiot, e comunque alla Juve non hanno di fronte chissà quali totem a sbarrargli la strada. E non è questione di come vengono gestiti alla Juve, perché tre allenatori in tre anni hanno avuto in linea di massima problemi molto simili. Resta sul tavolo l’ipotesi, non accettabile, che giochino in nazionale con un fuoco diverso da quello che hanno in bianconero. Verrebbe da dire che hanno tempo da qui al mercato di gennaio, o più verosimilmente all’estate nel caso di Rabiot, per far ricredere tutti e riprendersi la Juve. Ma si è già detto così tante volte che ha perso senso.

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