Rampulla: “Errori enormi ma umani, non crocifiggete Szczesny”

“Il primo è stato uno sbaglio tecnico – spiega l’ex portiere bianconero -, il secondo una leggerezza. Ma non sono due episodi negativi che possono fare cambiare il giudizio su di lui. Con l’Empoli lo rivedremo in campo: sa di aver sbagliato, non ci ricascherà”

Livia Taglioli

24 agosto – Milano

Due errori grossi e grossolani, di quelli che balzano all’occhio e fanno parlare, anzi impennare media e social. Wojciech Szczesny si ritrova così ancora sotto i riflettori, dopo un’estate trascorsa comunque in primo piano, fra prestazioni deludenti agli Europei con la sua Polonia e le voci di mercato che lo hanno a lungo tenuto sull’altro piatto della bilancia, in un affaire che avrebbe potuto portare lo svincolato Donnarumma a Torino anziché a Parigi. Poi le scelte societarie hanno diversamente indirizzato le cose, e il portiere polacco ha ricevuto prima rassicurazioni sulla stima e la fiducia che Allegri gli riserva, e quindi la conferma ufficiale fra i pali della Juve. Con Perin, rientrato dal prestito, scelto come vice con promessa di qualche gettone di presenza.

papere e pareggi

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Questa la sintetica retrospettiva sull’estate di Szczesny, mentre l’attualità l’ha visto appunto balzare subito in prima pagina, e non per nobili motivi. Insomma, se fra le big finora scese in campo la Juve è l’unica che non ha vinto (2-2 nell’esordio contro l’Udinese) la spiegazione passa tristemente fra i guantoni di Wojciech, che ha regalato la rimonta alla squadra di Gotti: “Sono errori che possono capitare – spiega l’ex portiere della Juve Michelangelo Rampulla, che ora vive a Paestum, dove la moglie gestisce un albergo -. Sono stati purtroppo errori molto marcati, innegabili e sanguinosi. E diversi fra loro: il primo è stato un errore tecnico: dovresti andare in presa, una presa facile, e invece il pallone ti sfugge dalle mani; nel secondo episodio c’è stato un eccesso di confidenza. Allegri ha ragione: ci sono situazioni in cui non puoi giocare a calcio, in quella posizione del campo in particolare”.

Allegri ha anche detto: “La Juve non ha saputo gestire gli imprevisti, ma imparerà la lezione”: succederà anche a Szczesny?

“Ne sono convinto: si è trattato di due errori individuali, Wojciech lo sa benissimo e starà ben attento a non replicarli. Crocifiggerlo o crocefiggersi però non porta da nessuna parte”.

Quindi a Empoli meglio lui che Perin?

“Senza dubbio: un portiere non deve giocare con la paura di essere fatto fuori al primo errore. E lui per primo vorrà dimostrare di aver capito la lezione”.

Da Buffon a Donnarumma riemergono le ombre del passato (recente): quanto possono aver influito sull’attualità di Szczesny?

“Escludo che ci sia stato il minimo condizionamento. Quella è acqua passata, sulla qualche non vale nemmeno la pena tornare: Wojciech ha sempre fatto il suo, non sono due errori, per quanto gravi, a far cambiare la valutazione su di lui”.

Allegri ha detto che avrebbe dovuto buttare via la palla senza vergogna, Pirlo invece insisteva per la costruzione dal basso: possibile che il secondo errore di Szczesny sia figlio dell’eredità della precedente gestione?

“Assolutamente no. Un tentativo di passaggio da parte di un portiere in quella zona del campo non è un tassello della costruzione dal basso, è solo un prendersi un inutile rischio. La costruzione dal basso è fare girare la palla da destra a sinistra quando sei in tranquillità, non un dribbling su un avversario sulla tua linea di fondo campo. La costruzione dal basso va bene solo in alcune circostanze: non è che Bonucci e prima di lui Montero non abbiano mai buttato via un pallone, eh! Anzi, i grandi difensori quando si vedono troppo pressati non rischiano mai la giocata, piuttosto spediscono fuori il pallone e si rimettono a posto”.

Da portiere a portiere, un’analisi delle due “papere”: distrazione momentanea, scarsa concentrazione, errore di valutazione?

“Nessuna delle tre situazioni direi: gli errori capitano a tutti, anche a centrocampo per esempio, ma se non hanno conseguenze pesanti passano inosservati. Capita anche ai portieri di sbagliare, anche se dalle nostre parti è più difficile non dare nell’occhio. Nel caso di Szczesny si è trattato nel primo caso di un errore tecnico su un tiro non certo imprendibile e nel secondo di un eccesso di confidenza; quando il pallone è in area è difficile non essere concentrati”.

Errori comunque individuali, come succedeva nell’era-Pirlo.

“Se si fosse trattato di errori di reparto Allegri avrebbe una maggior possibilità di intervento, di correzione. Così l’unico che può evitarne altri è lo stesso Szczesny, che certo è consapevole degli errori che ha commesso”.

Secondo lei per la Juve sarebbe stato meglio prendere Donnarumma?

“La società avrà fatto tutte le valutazioni del caso, anche sul piano economico: se ha deciso di confermare Szczesny non vale la pena fare ora altre considerazioni”.

Cosa starà passando ora nella testa del portiere? Forse il giorno dopo è peggio della botta a caldo…

“Per esperienza dico che l’unica cosa è prendere atto delle proprie responsabilità e guardare avanti, aspettando con la maggior tranquillità possibile la gara successiva. Certo oggi coi social è più difficile, ma è l’unica strada. Tutti sbagliano, bisogna sbagliare il meno possibile”.

Come ha visto la Juve, in generale?

“Ho visto una buona Juve nel primo tempo ma ancora non al meglio sul piano della condizione fisica, e questo l’ha portata a una ripresa in sofferenza. E’ vero che ha preso anche due pali e che si è vista annullare un gol di Ronaldo, ma la rete del pareggio dell’Udinese è figlia del calo atletico della squadra. Del resto siamo solo alla prima partita di campionato”.

Spostando l’orizzonte oltre l’Udinese, dove arriverà la Juve in questa stagione?

“Può arrivare in alto. La vedo fra le pretendenti allo scudetto, insieme a Inter e Milan, con Roma e Napoli un gradino più sotto”.

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