Ramaj, la rivoluzione dell’Ajax prosegue in porta

“Work in progress”: è il messaggio che arriva dagli uffici dell’Ajax, quinto in campionato e bocciato anche negli ottavi di Conference, dove è stato travolto dall’Aston Villa. Una stagione da incubo, quella vissuta dal club di Amsterdam. E’ cambiato l’allenatore: via Maurice Steijn, dentro John Van’t Schip, scelto da Louis Van Gaal, consigliere esterno. Fuori anche il direttore sportivo Sven Mislintat, sostituito da Marijn Beuker. Un anno di transizione, da lavori in corso. L’obiettivo è creare le basi per un 2025 che dovrà segnare il rilancio. Una rivoluzione che ha riguardato la spina dorsale della squadra: dal portiere Diant Ramaj (2001) al difensore centrale Jorrel Hato, classe 2006, dal mediano norvegese Sivert Mannsverk (2002) a Brian Brobbey (2002), ritornato in Olanda dopo la complicata esperienza nel Lipsia e autore di sedici gol in Eredivisie.

CINQUE MILIONI – Un colpo di spugna sul passato, dopo gli anni d’oro delle plusvalenze. Un percorso in salita che è costato alla società anche qualche contestazione. Ora l’obiettivo, in campionato, è centrare la qualificazione in Europa League. Scelte drastiche, come quella che ha riguardato il portiere argentino Geronimo Rulli, finito in panchina. Largo a Ramaj, ventidue anni, tedesco, venti partite di fila da titolare in Eredivisie. L’Ajax lo ha preso in estate dall’Eintracht Francoforte, investendo cinque milioni. Scuola Stoccarda e Stuttgarter Kickers, i club della sua città. Il passaggio all’Heidenheim, l’esordio in Bundesliga il 16 gennaio del 2022 con la maglia dell’Eintracht: 1-1 sul campo dell’Augsburg. Un metro e 89, origini kosovare, è nato il 19 settembre del 2001. Sicuro nelle uscite, ambidestro, bravo nella costruzione dal basso. Vale dieci milioni, ha un contratto fino al 2028, l’Ajax lo considera un capitale.


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