Quotazioni Serie A: Milan stabile, Juve e Roma in netto rialzo

Tre settimane e ci siamo. Si ricomincia a tutta velocità. In 91 giorni, dal 13 agosto quando inizierà il campionato, al 13 novembre, quando si interromperà per il Mondiale, le squadre impegnate nelle coppe giocheranno 21 partite, tranne la Fiorentina che arriverà a 23 se supererà i play-off di Conference League. Non tutto, ma molto si deciderà in questa specie di torneo di “Apertura”, in attesa, da gennaio in poi, di quello di “Clausura”. È la ragione principale per cui la maggior parte delle 7 squadre attese dalle coppe hanno operato in fretta (e non male, visti i risultati) in questo mercato. Volevano consegnare agli allenatori l’organico al completo o quasi con anticipo sull’inizio del campionato. In ritardo solo il Milan e nemmeno troppo tempestivo il Napoli, ma cinque su sette si sono già mosse con efficacia, cambiando sensibilmente il valore dell’organico.

Attesa Milan

Formazione-base del campionato scorso: Maignan; Calabria, Kjaer (Kalulu), Tomori, Theo Hernandez; Kessie (Bennacer), Tonali; Saelemaekers, Brahim Diaz, Leao; Giroud. Più Ibrahimovic Pioli non aveva la squadra più forte del campionato ma l’ha vinto ugualmente e con merito. Un vuoto è stato ben riempito: mancava un vero attaccante di riserva (un’alternativa a Giroud) ed è arrivato Origi. Sarà prezioso il ritorno alla casa madre di Pobega (mandarlo in prestito al Torino era stato uno dei pochi errori della gestione scorsa), ma per tentare il bis il Milan ha bisogno di crescere in qualità. De Ketelaere e Renato Sanches (il miglior sostituto possibile di Kessie) potrebbero sollevare la squadra sotto questo profilo. L’incompletezza attuale non è un punto a suo favore.

Logica Inter

Formazione-base del campionato scorso: Handanovic; Skriniar, De Vrij, Bastoni; Dumfries, Barella, Brozovic, Calhanoglu, Perisic; Dzeko, Lautaro Martinez. Finora tutti i movimenti sul mercato sono proiettati a una crescita generale del collettivo e hanno seguito una linea logica. L’Inter ha messo dentro ogni tipo di qualità: la potenza (di Lukaku), la corsa (di Bellanova), il ragionamento (di Asllani), la tecnica (di Mkhitaryan) e la sicurezza (Onana: se Handanovic molla, la sua riserva è pronta). Restano due dubbi. Il primo: riuscirà Gosens a non far rimpiangere Perisic? Il secondo: se perde Skriniar (è una possibilità) e con Bremer già alla Juve, il rischio di fare un passo indietro in difesa è concreto.

Scommessa Napoli

Formazione-base del campionato scorso: Ospina; Di Lorenzo, Rrahmani, Koulibaly, Mario Rui; Fabian Ruiz, Lobotka, Anguissa; Lozano (Politano), Osimhen, Insigne. Sono uscite due certezze (e un pezzetto di storia, Mertens) e sono arrivate due scommesse. Il georgiano Kvaratskhelia al posto di Insigne (definito comunque da Spalletti «un degno sostituto di un campione come Insigne») e quasi il sudcoreano Kim al posto del comandante Koulibaly. In più, Olivera con Simeone sull’uscio. Probabilmente De Laurentiis si aspetta un altro capolavoro dal suo allenatore che nella stagione scorsa ha portato il Napoli a lottare per lo scudetto per poi conquistare il terzo posto. Oggi la squadra è meno forte. Vediamo nelle prossime tre settimane.

Ribaltone Juve

Formazione-base del campionato scorso: Szczesny; Danilo, Bonucci, De Ligt (Chiellini), Alex Sandro; McKennie (Zakaria), Locatelli (Arthur), Rabiot; Chiesa (Dybala), Vlahovic, Morata. Un acquisto per reparto, Bremer (per De Ligt, in realtà per Chiellini) in difesa, Pogba a centrocampo, Di Maria (per Dybala) in attacco. In difesa Bremer deve accollarsi un’eredità pesante (non quella dell’olandese, ma quella del livornese), in mezzo al campo Pogba anche se non torna al 100 per 100 quello della sua prima Juve migliorerà comunque il grado scadente del settore dell’anno scorso, il vero quesito è in attacco. Se Dybala fosse la versione sbiadita delle ultime due stagioni, Di Maria lo sostituirebbe alzando il livello tecnico. Ma il passaggio di Paulo alla Roma farà nascere un confronto continuo fra connazionali. Vedremo a chi giova.

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Difesa Lazio

Formazione-base del campionato scorso: Strakosha; Hysaj (Lazzari), Luiz Felipe, Acerbi, Marusic; Milinkovic, Lucas Leiva (Cataldi), Luis Alberto (Basic); Felipe Anderson, Immobile, Pedro. Tutta nuova in difesa, portiere (Maximiano) e coppia centrale (Casale e Romagnoli), l’allenatore ripartirà da qui, da una maggiore consistenza difensiva affidando la regìa a un altro brasiliano, Marcos Antonio. Cancellieri potrebbe diventare la sorpresa. La certezza invece è un anno di lavoro alle spalle con Sarri: sarà fondamentale nella crescita del collettivo. Resta da capire il futuro di Luis Alberto, se alla fine rimane e se saranno superate le incomprensioni tattiche della stagione scorsa la Lazio farà un bel passo avanti.

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Colpo Roma

Formazione-base del campionato scorso: Rui Patricio; Mancini, Smalling, Ibanez; Karsdorp, Lo. Pellegrini, Cristante (Sergio Oliveira), Zalewski; Zaniolo, Mkhitaryan; Abraham. Gli occhi dei romanisti sono pieni di Dybala e c’è da capirli. L’ex juventino, se recupera la condizione mentale di un paio di anni fa, è capace di spostare gli equilibri del campionato. Lorenzo Pellegrini, Zaniolo, Dybala e Abraham, tecnicamente siamo a livelli notevoli, livelli europei. In più Matic, che porta equilibrio, ma soprattutto Spinazzola, il più forte terzino-ala italiano al rientro dopo quasi un anno perso. La Roma è la squadra che, insieme all’Inter, finora ha alzato di più il proprio livello rispetto alla stagione scorsa.

Gol Fiorentina

Formazione-base del campionato scorso: Terracciano (Dragowski); Odriozola, Milenkovic, Igor, Biraghi; Bonaventura (Maleh), Torreira (Amrabat), Castrovilli (Duncan); N. Gonzalez, Cabral (Piatek), Saponara (Sottil). Più del club è l’allenatore, evidentemente soddisfatto delle operazioni di mercato, a spingere in alto gli obiettivi della Fiorentina. In effetti gli acquisti, come per l’Inter, hanno risposto a una logica e aumentato il valore della squadra. La chiave sono i gol. All’inizio della stagione scorsa la Fiorentina sapeva di poter contare su un bomber (Vlahovic) reduce da un campionato con 21 reti, decisive per la salvezza. Prima di lasciare Firenze a gennaio, il serbo ne aveva fatti altri 17. Ecco, quei gol (ma Italiano si accontenterebbe anche di qualcuno in meno…) sono attesi da un altro serbo, Jovic, a sua volta atteso da un vero rilancio. Consiglio ai margini: cedere Zurkowski non sarebbe una scelta felice.

Dybala, ecco il primo gol con la maglia della Roma!

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