Quest’Inter fa paura: Thuram e Lautaro asfaltano la Fiorentina. Milan raggiunto in vetta

Viola stanchi post Conference, nerazzurri devastanti. Nel primo tempo la sblocca il figlio di Lilian. Nella ripresa Martinez ne fa due e Calhanoglu segna su rigore. Inzaghi aggancia in testa i cugini rossoneri

Andrea Ramazzotti

3 settembre – MILANO

Sarà un derby ad altissima quota quello di sabato 16 settembre. L’Inter ci arriva a punteggio pieno, al primo posto della classifica insieme al Milan, dopo il 4-0 alla Fiorentina. Comanda Milano, almeno per ora, e la sfida in programma tra due settimane definirà le prime gerarchie cittadine della stagione. Sarà il quinto derby del 2023 e il Diavolo, che ha perso i primi quattro, sarà avvelenato, a caccia di una rivincita. Il compito della squadra di Pioli, però, non si preannuncia facile perché gli uomini di Inzaghi stanno bene e hanno un Lautaro super. Il Toro, capitano e leader del gruppo, è alla seconda doppietta (5 gol complessivi) nelle prime tre giornate ed è il capocannoniere della Serie A (scavalcato Giroud). Da quando è in Italia Martinez non era mai partito così forte. E siccome si è sbloccato anche Thuram (una rete, un assist, un rigore procurato e un paio di occasioni facili non concretizzate), il presidente Zhang e gli altri dirigenti possono sorridere. Dopo aver passato gli esami Monza e Cagliari, l’ostacolo Fiorentina era il più alto finora, ma i nerazzurri lo saltano in agilità, quasi in scioltezza, offrendo una lezione di calcio che esalta San Siro. Viola demolita e capace di calciare nello specchio solo sul 3-0. Se non un allenamento, qualcosa di molto simile. L’Inter non vinceva i primi tre match del campionato mantenendo la porta imbattuta dal 1966: un altro segnale importante in vista di un 2023-24 che i nerazzurri hanno iniziato con slancio, dimenticando il ko di Istanbul, in finale di Champions.

Gioia Thuram

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Inzaghi va avanti con lo stesso undici che ha battuto il Monza e il Cagliari (rimandato l’esordio di Pavard in difesa); Italiano gli va dietro cambiando solo due pedine (Christensen e Beltran per Terracciano e Nzola) rispetto al playoff di ritorno di giovedì contro il Rapid Vienna. Il caldo e l’afa sono pressanti, ma il ritmo all’inizio non è estivo perché le due formazioni provano ad aggredire alte e a impedire la costruzione dal basso. I nerazzurri, grazie alle aperture e ai lanci di Calhanoglu, hanno una marcia in più anche se il primo tiro pericoloso è quello di Bonaventura (alto). I toscani non sembrano provati dalle fatiche di coppa e in mezzo al campo, nel primo quarto d’ora, con Arthur e Mandragora tengono bene. Con il passare dei minuti però l’ago della bilancia pende sempre più dalla parte dei padroni di casa. Thuram, alla caccia del primo gol in Serie A, ha parecchia voglia: prima spara alto dopo un bello slalom, poi di testa (in tuffo) scaraventa alle spalle di Christensen un cross capolavoro di Dimarco sul quale Biraghi osserva. Il Meazza esplode per il vantaggio e il coro della Nord (“Siam venuti fin qua, per vedere segnare Thuram”) ha il sapore del definitivo addio al “traditore” Lukaku. Il figlio di Lilian potrebbe raddoppiare alla mezzora, ma da due passi, pressato da Mandragora, non trova lo specchio sull’assist di Bastoni. Lautaro giganteggia come regista offensivo e vince un duello dietro l’altro, così le occasioni per l’Inter si susseguono: Bastoni spara da fuori trovando la risposta del portiere danese e, sulla ribattuta, il Toro non inquadra il bersaglio. Prima dell’intervallo ci provano anche Calhanoglu, ma la sua botta su punizione sbatte sulle mani di Christensen, e di nuovo Thuram, che dilapida la seconda rete su traversone di Dumfries. L’1-0 all’intervallo va stretto ai vice campioni d’Europa che, pur lasciando il possesso agli avversari (56%), concedono ai viola appena due tiri, nessuno nello specchio.

VIOLA SPAZZATA VIA

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A inizio ripresa Italiano ridisegna la sua formazione con Nzola e Sottil al posto di Beltran e Kouame: niente doppio centravanti e conferma del 4-2-3-1, ma con l’ex Spezia davanti, la Viola ha più fisicità. A comandare il gioco però resta l’Inter, che timbra il palo con Dumfries e vede negarsi il raddoppio da un intervento prodigioso di Christensen su Lautaro, ma che poi trova il meritato 2-0 con una grande ripartenza orchestrata da Bastoni e Thuram prima della stilettata del Toro argentino. La Fiorentina cambia di nuovo, con Brekalo e Infantino per Bonaventura e Nico Gonzalez, ma ha ormai la testa sott’acqua e concede anche il 3-0. A sbagliare stavolta è Christensen che non trattiene una botta di Dimarco e per rimediare frana su Thuram: Lautaro lascia la battuta dagli undici metri a Calhanoglu che non sbaglia e archivia la pratica tre punti. In vista del derby Inzaghi toglie il già ammonito Barella e pensa a gestire. Gli dà una mano Sommer, che con due parate su Sottil mantiene inviolata la sua porta, mentre Thuram va di nuovo vicino alla seconda rete personale. Il tecnico nerazzurro dà respiro pure a Dumfries, Dimarco e all’attaccante francese gettando nella mischia Cuadrado, Carlos Augusto e Arnautovic, ma il Toro non è ancora sazio e, su cross di Cuadrado, scaraventa in porta il 4-0 facendo impazzire San Siro. Italiano non si alza più dalla panchina, impietrito da un’Inter troppo forte. Il derby dopo la sosta dirà molte cose.

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