Quando la competenza vale più dei soldi

A Doha gli alberghi sono grattacieli. E in una suite dell’Alwadi Hotel potrebbe presentarsi presto anche il manager Jorge Mendes, grande burattinaio del mercato e fondatore della Gestifute, società di consulenza che fattura mezzo miliardo. Ha una priorità: trovare un club a Cristiano Ronaldo, che ha litigato con il Manchester United e l’allenatore Ten Hag, l’ottavo della collezione dall’estate del 2013, dopo 1.300 milioni investiti e una Premier che i Red Devils non vincono dai tempi di Sir Alex Ferguson e Van Persie, capocannoniere con ventisei gol. Tre soluzioni sul tavolo per CR7: il Chelsea, il Porto e la suggestiva carta del Psg, regno dello sceicco del Qatar, per un fanta-team con Messi, Mbappé e Neymar.

Ronaldo sempre più isolato, solo e triste prepara i Mondiali

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Ronaldo sempre più isolato, solo e triste prepara i Mondiali

Il Mondiale non partorirà solo 64 partite, ma anche trattative e affari, con qualche opportunità che la Serie A si prepara a valutare: da Ziyech, tenuto in un angolo dal Chelsea, a De Paul, mai entrato in totale sintonia con Simeone, da Marcus Thuram, gioiello del Borussia Mönchengladbach, a Hincapié, stopper dell’Ecuador e del Bayer Leverkusen. Un enorme bazar, ma la storia recente insegna che una buona idea può incidere più di una montagna di soldi. Come dimostra la lezione del Napoli, capace di investire con sapienza su Kvaratskhelia e Kim.

Razionalità e competenza: non è vero che nel calcio vince solo chi spende di più. E in un’Europa che deve fronteggiare una grave crisi finanziaria, il Napoli di De Laurentiis non rappresenta l’unico modello di gestione. In Inghilterra stanno riscoprendo il fascino dell’Arsenal, al co mando della Premier con cinque punti di vantaggio sul Manchester City. Non conquista il titolo dal 2004, dall’epoca di Wenger. E’ allenato da Arteta, cresciuto a pane e tiki-taka accanto a Guardiola. In estate ha preso due giocatori che non erano più titolari con Pep: Gabriel Jesus e Zinchenko. Ha costruito il centrocampo puntando su Ødegaard, bocciato dal Real Madrid. Un lavoro arricchito dall’evoluzione degli attaccanti esterni Gabriel Martinelli e Bukayo Saka: il primo era stato pescato dal ds Edu Gaspar quando giocava in Brasile nell’Ituano e il secondo è sbocciato nell’Academy dei Gunners a Hale End, periferia di Londra. Un altro esempio arriva dalla Francia, grazie al Lens di Franck Haise e Seko Fofana, ex Udinese. Cinque vittorie di fila, secondo posto in Ligue 1 e tre talenti destinati a trasformarsi in plusvalenze: l’attaccante Lois Openda e i difensori Facundo Medina e Kevin Danso. In Germania, invece, sta facendo tendenza il percorso di crescita del Friburgo, che insegue il Bayern e ha trovato la sua dimensione negli schemi di Christian Streich, allenatore-bandiera, in panchina dal 2011: i tifosi, al Mooswaldstadion , sognano la qualificazione in Champions con i gol dell’italiano Grifo e dell’austriaco Gregoritsch . Proprio così: si può fare calcio di qualità anche senza confidare sul conto in banca di un petroliere. 

Portogallo in ritiro, Bruno Fernandes gela così Ronaldo...

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