Qualità nello stretto e libertà sulla trequarti: Dybala è perfetto per Inzaghi

L’allenatore dell’Inter ama i giocatori tecnici dietro il centravanti. Nella Lazio Correa è esploso così…

Quando il nome di Insigne veniva accostato all’Inter, le perplessità erano essenzialmente di natura tattica, abituato da una vita com’è il prossimo attaccante del Toronto a giocare molto largo sulla sinistra, lavorando molto spesso con la linea laterale. Per Dybala non è così. L’argentino nei meccanismi di Inzaghi si inserirebbe alla perfezione, perché è abituato a muoversi in una posizione meno defilata e perché ragiona da numero 10 a tutti gli effetti, negli assist, nelle combinazioni con il centravanti, nei tiri in porta. Del resto, le squadre di Inzaghi hanno spesso giocato con un numero 9 più o meno classico e un giocatore di qualità a supporto. Nella Lazio il ruolo è stato ricoperto prima da Keita, poi da Correa. Nell’Inter, oltre al Tucu, c’è Sanchez. E quando la coppia è Dzeko-Lautaro, i due si alternano a seconda delle situazioni.

Qualità

—  

Dybala nel 3-5-2 di Inzaghi non ha problemi di collocazione. Il tecnico, tra l’altro, ama i giocatori di qualità: il suo calcio, fatto di occupazione degli spazi e di posizioni che si scambiano, è pensato per gente tecnica. È un tratto distintivo del tecnico, lo era alla Lazio, lo è anche nell’Inter, passato com’è da Luis Alberto a Calhanoglu. La densità sulla trequarti è il motivo vincente se in campo ci sono giocatori abili negli spazi stretti: Dybala, in questo, è un maestro. E in fondo, l’ottimo momento che sta vivendo Sanchez – non poi così lontano per caratteristiche dall’argentino – è la miglior risposta possibile all’ipotesi Dybala. In nerazzurro si sentirebbe a casa: ecco perché Marotta fa bene a inseguirlo.

Precedente Serie A: occ, pazenzia e bus de... Successivo Da "Cent'anni di solitudine" alle sigarette: la vita da romanzo di Sabatini

Lascia un commento