Qual è la Nazionale che arriva in Qatar più spremuta?

Ecco chi sono i giocatori che disputeranno il Mondiale con più minuti nelle gambe…

Un Mondiale particolare. Unico. Almeno per il momento. Perché si gioca in inverno, e, di conseguenza, in mezzo agli impegni dei club. Di solito, fra l’ultima partita della stagione e la prima dei Mondiali passano diverse settimane. Nel 2018, per esempio, la finale di Champions League venne disputata il 26 maggio, la prima gara del torneo russo il 14 giugno. Da un evento all’altro erano passati 19 giorni. Non solo, perché la finale di Champions coinvolge ovviamente solo due squadre (in quel caso Real Madrid e Liverpool). I giocatori impiegati a 19 giorni dall’inizio del Mondiale furono quindi appena 18 (compresi i calciatori entrati a partita in corso). Quest’anno è diverso. Domenica sera i vari campionati erano ancora attivi, il che vuol dire che non solo è diminuito il periodo di riposo (in questo caso appena 7 giorni, ben 12 in meno), ma sono aumentati i giocatori che a ridosso dell’inizio del torneo sono stati impegnati. E questo può influire, sullo spettacolo e sul risultato.

GERMANIA “sfinita”

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In tal senso la Germania è quella che arriva con i calciatori più spremuti. I 26 giocatori convocati da Flick per i Mondiali hanno giocato in totale 25.276 minuti. Più di tutti. Segue l’Inghilterra, con 25.077 minuti totali, e poi staccate la Francia (23.429), il Brasile (20.532), la Spagna (20.432), il Portogallo (18.554), l’Argentina (17.666). Fra Germania e Argentina, due delle favorite per il titolo, c’è quindi una differenza di 7610 minuti giocati. Senza pausa per recuperare è una differenza che può incidere. Non un caso, probabilmente, che alcuni calciatori ultimamente siano stati gestiti: mentre Kimmich (27 anni) è arrivato a 1975 minuti totalizzati, Müller (33) sia invece stato utilizzato solo per 969. Da inizio ottobre il classe 1989 del Bayern non ha mai giocato in campionato (ultima presenza il 30 settembre, poi è comparsa un’influenza e infine un problema all’anca…), totalizzando appena 65 minuti fra Champions League e Coppa di Germania. Eppure, benché abbia giocato appena un’oretta negli ultimi 45 giorni, non è mai stato in dubbio per il torneo in Qatar. Non è da escludere che ci sia stata anche una certa gestione. Comprensibile. D’altronde si tratta di un Mondiale particolare.

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