Psg, caso Hamraoui-Diallo: è giallo sull’aggressione

PARIGI (Francia) – La triste vicenda dell’aggressione organizzata dalla calciatrice del Psg Aminata Diallo ai danni della compagna di squadra Kheira Hamraoui, si tinge sempre più di giallo. L’episodio shock si arricchisce di nuovi indizi e l’indagine si sta allargando sempre di più per capire quanto sia realmente accaduto e chi siano i colpevoli del vile gesto. Diallo, accusata di essere coinvolta nell’organizzazione dell’aggressione, si trova ancora nei locali della questura di Versailles, dove ha trascorso la notte dopo l’arresto. Secondo l’Equipe sarebbe già stata ascoltata quattro volte durante il fermo di polizia che è stato prorogato di ventiquattro ore fino a venerdì mattina. Mentre gli investigatori perquisivano la sua auto e il suo appartamento, avrebbe negato qualsiasi coinvolgimento nell’aggressione.

Psg, caso Hamraoui-Diallo

Il caso resta però molto vago. Come rivelato dal procuratore della Repubblica di Versailles, un uomo detenuto nel carcere di Lyon-Corbas per atti di tortura e barbarie, è stato prelevato dalla sua cella e ascoltato dagli investigatori della polizia giudiziaria di Lione. Presentato come un conoscente di Diallo, è sospettato di aver contattato telefonicamente altre quattro giocatrici del Psg il mese scorso, sostenendo di aver avuto una relazione con Hamraoui e di volersi vendicare su di lei. Un’altra donna con precedenti penali che era in contatto telefonico con Diallo nei giorni scorsi è stata fermata dalla polizia. Un’altra giocatrice del Psg è stata ascoltata dagli inquirenti, Sakina Karchaoui visto che il caso si sta allargando. Secondo quanto rivelato da Radiomontecarlo, inoltre, nei giorni precedenti all’aggressione diverse giocatrici del Psg erano state raggiunte da minacce di morte.

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