Provvidenza Gosens, saracinesca Musso: Atalanta, punto d’oro col Villarreal

Subito avanti con Freuler e poi rimontata, la squadra di Gasperini non molla mai: il tedesco pareggia nel finale, poi il portiere salva tutto

L’Atalanta intende e ignora. Ormai intende come si sta in Champions e allo stesso tempo può permettersi di ignorare quanto la mancata vittoria di Vila-Real potrebbe diventare un piccolo rammarico. Il gol di Freuler pareggiato da Trigueros e quello di Gosens che riallaccia Groeneveld sono bellissimi rimpianti di una serata che aveva aperto un cancelletto di ottimismo con la vittoria dello Young Boys contro lo United di Cristiano Ronaldo. Il 2-2 va bene per ciò che c’è dentro e perché Musso, all’ultimo istante, cancella la beffa..

Un avvio solo bergamasco

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E lo si scopre subito cosa contiene la Dea mandata in campo da Gian Piero Gasperini. Il primo strappo vale l’immediato vantaggio. Malinovskyi cerca il cuore offensivo, Zapata protegge e scarica una palla sporca che arriva a Freuler rapido a girare in gol. L’Atalanta è in vantaggio dopo 180’’, un battito d’ali. La scia produce anche un altro colpo, il destro dalla distanza di Gosens che Rulli devia. I giocatori di Gasperini obbediscono all’unica legge che conoscono: spingi e gioca, costruisci e punta. L’andazzo però produce meno di quanto meriterebbe e dura fino al 20′. Il Villarreal impiega quei minuti per capire da che parte sta Musso. Unai Emery forse non ha svegliato bene i suoi oppure non ha avuto i margini per un approccio migliore. Però scollinato il minuto 20, gli spagnoli emergono con il loro Sottomarino. E ci vuole Musso per smussare gli angoli del Villarreal. Su Trigueros in due tempi, su Moreno quando Malinovskyi perde palla in uscita. Ma non sullo stesso Trigueros al 39′ quando un’altra uscita sbagliata palla al piede (di De Roon) produce in pochi secondi un altro tiro del numero 14 degli spagnoli. Musso non ci può arrivare, sarebbe troppo. Il pareggio è una cicatrice che non taglia di netto la serata bergamasca. L’impressione però è che la seconda parte del primo tempo abbia preso la via spagnola: la parata di Musso su Moreno al 42′ è qualcosa che spiega bene il sentimento.

Il secondo tempo del sorpasso

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Il secondo tempo si mostra come la fotocopia del primo. Nei primi venti minuti l’Atalanta avrebbe potuto fare molto più male di quello che ha fatto, cioè nulla. Perché Rulli e la traversa respingono Malinovskyi e Zapata. I bergamaschi tengono la partita sotto stretta osservazione senza però incidere e operare. Il Villarreal è meno estetico, più scorbutico e terribilmente concreto. Al 68′ Moreno decide per un tocco senza confini precisi invece che “pescare” a tu per tu Musso. Cinque minuti e un’altra palla persa in uscita (questa volta dopo averla recuperata) da Freuler trasforma Moreno in un assistman. Danjuma non si fregia della palma del rifinitore ma del risolutore. La palla è in gol e il sorpasso è realtà proprio pochi minuti dopo aver tolto De Roon, Malinovskyi e Zapata per Koopmeiners, Pasalic e Ilicic.

Il finale emozionante

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La notte di Vila-Real ha ancora un bagliore da presentare. Coquelin viene espulso, eppure la Dea non trova troppi spazi per sviluppare la rincorsa. All’83’ si presenta con le truppe di qualità ai confini dell’area spagnola, Ilicic crossa, Miranchuk addomestica per Gosens e non per sé. Va bene comunque perché il tedesco è così sveglio da superare Rulli. Il 2-2 è meritato, sofferto ma meritato. E per questo sarebbe stato ingiusto se al 94′ Musso non avesse avuto il super potere di togliere una palla già dentro colpita di testa da Parejo. Va bene così, un punto in un girone tutto sullo stesso piano dopo un turno. L’Atalanta intende la Champions e ignora lo spreco. Ma è uno spreco bello così.

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