Prato omaggia Paolo Rossi: sarà messa una targa davanti la sua casa natale

L’eco e l’emozione non si sono mai sopite. Non a caso, Pablito continua ad avere un posto in prima fila nella storia del calcio e italiano e non solo

Un azzurro è per sempre. Un motto che vale anche e soprattutto per Paolo Rossi, che ha fatto piangere il Brasile nel 1982 e tutta l’Italia lo scorso anno, quando ha lasciato troppo presto questo mondo. L’eco e l’emozione non si sono mai sopite. Non a caso, Pablito continua ad avere un posto in prima fila nella storia del calcio e italiano e non solo. Prato ha deciso di omaggiare la memoria del capocannoniere del Mondiale del 1982 con una targa che sarà affissa sulla sua casa Natale a Santa Lucia.

RICONOSCIMENTO – La decisione è già stata approvata dalla giunta comunale, su indicazione dell’assessore alla mobilità Flora Leoni. La burocrazia prevedeva un passaggio dalla Commissione della Toponomastica, presieduta dalla stessa Leoni, quindi il passo è stato ovviamente brevissimo. La targa avrà la seguente dicitura: “Casa natale di Paolo Rossi calciatore campione del mondo 1982”. Si tratta di un altro riconoscimento per il campione prematuramente scomparso.

MEMORIA – Qualche settimana fa, infatti, era stata inaugurata, nel quartiere dove Pablito era nato e cresciuto, una statua. All’evento era presente la famiglia di Paolo Rossi e anche alcuni compagni della straordinaria cavalcata mundial in Spagna. In quella occasione era anche maturata l’idea di intitolargli anche lo Stadio Olimpico di Roma. Nell’attesa degli sviluppi, si tratta dell’ennesima tappa di un percorso di riconoscenza per un calciatore che è diventato oltre che un simbolo sportivo, anche una memoria storica del Paese.

ANTICIPO – Prato si conferma, dunque, nel pieno rispetto anche delle caratteristiche tecniche del campione, maestra nel… giocare d’anticipo rispetto alle altre città. Del resto, Paolo Rossi è una figura che va oltre la città e il paese. La targa anticiperà, con ogni probabilità, nuove dediche: in itinere, in vista del prossimo 9 dicembre, anniversario della sua morte, altre piazze, strade e stadi che aspettano di essere intitolate alla memoria di un ragazzo che rappresenta la vittoria più amata e ricordata dagli sportivi italiani, anche di più rispetto a quella del 2006, sebbene molti appassionati di calcio non fossero ancora nati quando l’Italia tornava in cima al mondo dopo 44 anni di attesa.

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