Pogacar vince anche l’ottava tappa del Giro d’Italia con una volata strepitosa a Prati di Tivo

Ciclone Pogacar. Ha vinto in volata anche l’ottava tappa del Giro d’Italia, primo sul traguardo di Prati di Tivo, quota 1450 metri, pilotato dalla sua formidabile squadra fino a 200 metri dal traguardo. Poi è entrato in scena come una rockstar, ha aperto il gas alla sua maniera, volando a conquistare la sua terza tappa rosa, la sua decima stagionale. Al traguardo ha detto: “Non mi aspettavo di vincere anche oggi subito dopo la cronometro di Perugia. Ma la mia squadra è stata perfetta e io ho soltanto concluso il lavoro”. Bene l’azzurro Tiberi, sempre più uomo da corsa a tappe. L’azzurro ha tenuto testa a Pogacar fino ai 500 metri confermando tutto il suo talento e la sua sapienza tattica.

Gara selettiva

L’ottava tappa di 152 km è partita da Spoleto alle 12.47. Subito scatti e controscatti. La prima ora di corsa se ne va senza particolari sussulti ed una media di 33,5 km/h. Primo GPM a Forca Capistrello dopo 37,1 km di percorso. Scollina per primo il veterano tedesco Simon Geschke, 38 anni del team Cofidis. Lo Sprint della Leonessa (al km 58) e’ vinto dall’azzurro Marcellusi. Fuga di giornata con 14 uomini tra cui Alaphilippe, Bardet, Narvaez, Nairo Quintana,Verre, De Marchi. A metà corsa i fuggitivi hanno 2’29 di vantaggio sul gruppo. Si va verso il secondo GPM di giornata, il Croce Abbio (Abruzzo); salita di 8,1 km al 4,7% di pendenza media. Il punto più alto è a quota 1.276 metri. I battistrada reggono, il gruppo li tiene a bagnomaria. Controllano gli UAE di Pogacar (Oliveira, Majka, Bjerg). La maglia rosa sta al coperto. Mancano 50 km al traguardo. L’Intergiro di Capitignano (L’Aquila) al km 104,4 e’ vinto da Bardet che incassa 12 punti. Sette km dopo c’è il Croce Abbio, al km 112,6. La Carovana lo affronta in tranquillità. Scollina per primo ancora Geschke che incassa altri 9 punti.

Decisiva la salita finale

Due gli appuntamenti negli ultimi 6 km: lo Sprint di Pietracamela (Teramo) e il GPM di Prati di Tivo dopo una salita di 14,5 km con un dislivello di 1.026 metri, pendenza massima al 12% (al quintultimo km). Ai -20 km il vantaggio dei battistrada superstiti (6) scivola sotto i 40”, ai -14 scende a 25”. Ultimi 10 km, il gruppo è a 13”. Affiorano le fatiche della cronometro di venerdì. Bella azione di Paret Peintre che va in avanscoperta e si aggiudica, in solitaria,lo Sprint di Pietracamela e viene raggiunto a 4,2 km dalla linea d’arrivo. In testa solo una dozzina di corridori tra cui tre azzurri . Majka pilota il suo capitano Pogacar che a 200 metri apre il gas, supera il suo straordinario pretoriano, e va a vincere da “cannibale” con disarmante facilità, semplicità,forza, semplicità, eleganza. Taglia il traguardo -posto a 1.450 metri – a braccia alzate, immagine di potenza e felicità. È lui il padrone del Giro d’Italia. Giù il cappello davanti al nuovo Merckx. 

Ordine di arrivo

1. Pogacar in 4h02’16” 2.Martinez,3. O’Connor, 4. Tiberi, 5. Geraint Thomas 6. Rubio 7. Uijtdebroeks, 8. Aresman 9. Storer, 10. Baudin. Tutti con lo stesso tempo del vincitore A2’20” è arrivato il gruppetto con Zana, Lutsenko e Piganzoli.

La tappa numero nove

Frazione domenica di 214 km, da Avezzano (L’Aquila) al centro di Napoli. Tappa insidiosa, percorso bellissimo. Si pedala sulla costa del Tirreno per poi arrivare nella zona di Monte di Procida, la parte più estrema della penisola flegrea. Quindi lo strappo all 14% di Baia, Pozzuoli e Posillipo. E dalla collina che guarda il Golfo in una ventina di minuti si arriva al traguardo i Napoli dove la Carovana trascorrerà il lunedi di riposo.

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