Pjaca ci ha preso gusto, ma Immobile nel recupero beffa un bel Toro: con la Lazio è 1-1

Come contro il Sassuolo, il croato entra e segna, ma il centravanti al 91’ su rigore evita la sconfitta alla Lazio

dal nostro inviato Mario Pagliara

23 settembre – TORINO

Il rigore trasformato da Immobile al 91’ ha decisamente il sapore della beffa per il Toro di questa sera, che aveva aperto le ali dopo il vantaggio firmato Pjaca (76’). L’uno a uno lascia ovviamente amarezza in Juric, suona come un pericolo scampato per Maurizio Sarri che ha seguito la sfida dalla tribuna (squalificato). I granata escono dallo stadio tra gli applausi del proprio pubblico, perché restano le immagini di un Toro bello e travolgente, che inizia a fare paura. La terza vittoria consecutiva è sfuggita all’ultimo secondo, ma la prestazione è stata impressionante per forza, determinazione, occasioni da gol create (7 pulite, con almeno 3 parate prodigiose di Reina). Aveva fatto sognare Marko Pjaca, per la seconda partita di fila eletto a spacca partita: subentrando aveva marchiato a fuoco la sfida in casa del Sassuolo di venerdì, per poco non si è ripetuto anche ieri sera. Questo Toro non muore mai, è indiavolato fino al novantesimo, e non è un caso se sei degli otto gol realizzati finora in campionato siano arrivati nel quarto d’ora finale. E la Lazio? Non si è visto praticamente nulla del sarrismo, è stata arroccata e schiacciata nella propria metà campo. E’ riuscita a tirare in porta per la prima volta all’88’ con un colpo di testa di Immobile, frutto di una carambola. E ringrazia l’intervento scomposto di Djidji nel finale se torna a Roma con un punto.

PRESSIONE TORO

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Un po’ alla volta Ivan Juric comincia a trovare le tracce a conferma che la sua creatura sia stata pervasa dall’identità e dallo spirito desiderati dal suo allenatore. Dopo la goleada contro la Salernitana e il blitz di Reggio Emilia, anche il primo tempo di questo giovedì sera torinese conferma un Toro in salute, che mette in evidenzia ferocia ed intensità abbinate a una ottima struttura organizzata. A metà gara, a tratti, il Toro ha dominato il campo. E’ solo per un pizzico di imprecisione e per i meriti di Reina se i granata non mettono una ruota avanti all’intervallo. Dall’altra parte continua invece la difficoltà di questa Lazio nell’assorbire le richieste di Maurizio Sarri: a metà partita, nessun tiro nello specchio di Milinkovic da parte degli ospiti. Ma soprattutto, i proverbiali concetti del sarrismo proprio ancora non si vedono.

SANABRIA IN CATTEDRA

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In partenza poche sorprese nel Toro: Linetty vince il ballottaggio con Lukic, c’è per la prima volta la coppia Pobega-Mandragora in regia. Stupisce invece la Lazio, con 4 cambi rispetto all’undici annunciato: panchina per Leiva, Milinkovic, Pedro e Lazzari. Dentro Marusic, Cataldi, Akpa-Akpro e il baby Raoul Moro (classe 2002). Il Toro gioca con impeto i primi venti minuti e gli ultimi venti del primo tempo, nel mezzo la Lazio non riesce mai a risalire la corrente o a riorganizzarsi. Si affaccia timidamente verso l’area granata solo sfruttando un paio indecisioni degli uomini di Juric: come al 10’, quando Milinkovic sbaglia la traiettoria del passaggio, Immobile intercetta e prova un pallonetto dalla lunga distanza che non ha né la forza né la precisione. Per il resto, i biancocelesti nel primo tempo finiscono schiacciati dalla pressione granata. Il primo squillo del Toro è firmato da Brekalo (9’), conclusione dalla distanza senza fortuna. Ma è nel finale che sale in cattedra Sanabria: al 38’ approfitta dell’errore in disimpegno di Marusic, ma il suo diagonale esce. Al 42’ l’occasione più ghiotta: la testa di Sanabria sbuca su un cross di Aina dalla sinistra, chiamando al super intervento Reina, aiutato anche dalla traversa.

PJACA SPACCA PARTITA

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A inizio ripresa Sarri corre ai ripari: dentro Pedro per Moro e Milinkovic per Luis Alberto. La prima folata offensiva è proprio della Lazio con l’incursione di Felipe Anderson , ma Pedro in scivolata non riesce a deviare in porta una palla solo da spingere dentro. Nei successivi otto minuti il Toro arriva due volte alla conclusione: prima il tiro di Linetty, poi la zuccata di Sanabria, Reina è sempre attento. E mentre è il Toro a fare sempre la partita, all’ora di gioco arrivano le prime mosse di Juric, che getta nella mischia Ansaldi (per Aina) e Lukic (per Mandragora). Ci mette poco, anzi pochissimo, il fuoriclasse argentino di cui il Toro può disporre sulla sinistra. Rivedere per credere quello che combina al 25’: prima delizia il pubblico con una serie di finte e controfinte che mandano in tilt tre difensori della Lazio, pochi secondi dopo scarica un sinistro che senza l’intervento prodigioso di Reina (in angolo) avrebbe concluso la corsa all’incrocio. Per l’assalto finale, Juric inserisce Pjaca (per Brekalo) e Rincon (per Linetty), avanzando Lukic sulla trequarti. E’ la mossa che spacca la partita, perché due minuti dopo (31’) Marko Pjaca si fa trovare puntuale all’appuntamento con il gol sul cross di Singo. E’ il meritato vantaggio del Toro. Il croato si costruisce, quattro minuti dopo, anche la palla del raddoppio, ma Reina sfoggia la terza super parata della serata e dice di no ancora a Pjaca. E sull’angolo successivo il colpo di testa di Bremer non inquadra per pochi centimetri la porta. Al 91’ la beffa per il Toro: Djidji interviene in maniera scomposta su Muriqi, per Abisso è rigore. Dal dischetto Immobile non sbaglia. Il punto punisce il Toro, è troppo per la Lazio.

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