Pisilli, il bambino in lacrime che regala alla Roma il lieto fine

Sono solo due i “bambini” che José Mourinho, quest’estate, aveva voluto portare in Portogallo. Su entrambi, infatti, le aspettative erano alte. Senza pressione, perché si parla di due ragazzini, ma con la consapevolezza che – Zalewski e Bove insegnano – giocarsi bene le proprie carte con Mourinho poteva aprire molte strade. E Riccardo Pagano e Niccolò Pisilli le hanno percorse, le strade che da Albufeira hanno portato a Trigoria. Pisilli, stasera, si è fermato all’Olimpico. Mourinho lo manda in campo nel secondo tempo e lui si mette due volte le mani nei capelli: la prima per il rammarico di aver fallito un’occasione, la seconda per non averlo fatto. “Ma quando mi ricapita?” avrà pensato dopo aver calciato debolmente, sotto la Sud, tra le braccia del portiere. Non a caso, dopo l’errore, per un minuto era apparso ancora incredulo. Inveve, poco dopo, gli è ricapitato eccome: meno di un minuto alla fine, Pisilli serve Lukaku, sponda di Big Rom, Niccolò tira e con l’aiuto di un giocatore dello Sheriff finalmente segna. Ma vaglielo a dire che il tiro è deviato… Il gol è suo, le lacrime sono le sue. Mica vero: sono quelle di tutti i romanisti perché, alla fine, è il suo gol a rendere meno amara una serata che sancisce che la Roma chiude seconda un girone che si poteva (doveva?) vincere.

Chi è Niccolò Pisilli, il nuovo talento della Roma

Lui e Pagano, che anche stasera erano in campo insieme, sono abituati a vivere in coppia i momenti importanti, visto che in estate si sono diplomati a Ostia. Pisilli, campione d’Europa con l’Under 19, aveva promesso che sarebbe tornato a Roma con la Coppa dal ritiro della nazionale e così ha fatto. Si è riposato giusto un paio di giorni ed è ripartito in ritiro con Mou, Pellegrini, Dybala e tutti i giocatori. Si era già allenato con la prima squadra, lo aveva definito: “Un sogno pazzesco” e ha instaurato un ottimo rapporto con il tecnico, tanto da dire: “Ci tiene a me. Viene sempre a vedere la Primavera, è il numero uno, quando ti alleni sotto il suo sguardo sei spinto da una forza interiore paurosa e ti senti invincibile“. Niccolò, nell’ultimo anno in Primavera, è stato tra i migliori, con 11 gol e 7 assist. Inevitabile, con queste premesse, essere chiamati. Aveva già esordito in senso assoluto contro l’Inter, stasera si è regalato il primo gol al debutto europeo: “L’ho visto piangere. E per non piangere anche io sono dovuto scappare“. Firmato José Mourinho, l’uomo che gli ha regalato un sogno.

Pisilli, le prime parole dopo il gol con la Roma

E di sogno ha parlato apertamente Pisilli a Sky: “Sono entrato qui che avevo nove anni, ero in quarta elementare, per me Trigoria è una famiglia. Una notte così la sognavo da tutta la vita perché sono romanista da sempre. Non riuscivo neppure a immaginarla una notte così, perché segnare sotto la Sud è incredibile, i tifosi della Roma sono speciali e lo sanno tutti”. Pisilli, figlio di un tennista, centrocampista che ama inserirsi, anche davanti alle telecamere sembra ancora incredulo: “Io cerco sempre di provare a fare le giocate che so fare, ho cercato di stare tranquillo e spero di esserci riuscito. Mourinho? Da lui si impara tantissimo, è un onore lavorarci. A cosa ho pensato dopo il gol? Un mix di emozioni che faccio ancora fatica a dire, di sicuro ho pensato a tutto il mio percorso per arrivare fino a qui. Mi sembra tutto un sogno“. Non svegliatelo, almeno stanotte.

La gioia irrefrenabile di Pisilli dopo il gol con la Roma contro lo Sheriff

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La gioia irrefrenabile di Pisilli dopo il gol con la Roma contro lo Sheriff

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