Pirlo ha già stravinto la scommessa McKennie. E i tifosi lo paragonano a Vidal…

Arrivato ad agosto dallo Schalke 04, lo statunitense è la grande sorpresa: Weston ‘studia’ da futuro top player

La compagnia (americana) non è formata da nomi clamorosamente indimenticabili, ma che importa: ciò non può minimamente incidere sull’impatto (strepitoso) di Weston McKennie alla Juventus, di certo la grande sorpresa della prima parte di stagione bianconera, tra le migliori dell’intero campionato. E già ad oggi – senza correre il rischio di essere smentiti -, il ragazzo di Little Elm ha ‘superato’ i vari Armando Frigo (in Italia dal 1939 al 1942 con Vicenza, Fiorentina e Spezia) e i recenti Michael Bradley (con Chievo Verona e Roma dal 2011 al 2014), Josh Perez (meteora della Viola, per lui debutto in A il 28 novembre 2016 contro l’Inter), Oguchi Onyewu (al Milan dal 2009 al 2011) e Gabriel Ferrari, alla Sampdoria nel 2007-2008.

Resta da ‘battere’ il pittoresco Alexi Lalas, con il Padova dal 1994 al 1996. Non dovrebbero esserci problemi per Weston, nuovo idolo dei tifosi e, a suo modo, nella storia della Serie A e/o del calcio americano.

Gol a San Siro… storico
Gol in trasferta, mercoledì sera, quello dell’1-3 finale contro il Milan: al Meazza nessun statunitense ci era riuscito nella storia del campionato italiano (stesso discorso per i match contro l’Inter). Non sarà un primato da non dormirci la notte, ma di certo conferma quanto McKennie stia sgomitando in questa Juventus: è arrivato in silenzio – per non dire nell’indifferenza generale – il 29 agosto 2020 dallo Schalke 04 in prestito oneroso per 4,5 milioni di euro con obbligo di riscatto per 18,5 al verificarsi di determinate condizioni (in aggiunta altri 7 di bonus). E a distanza di quattro mesi (finora 17 presenze, tre gol e due assist tra Serie A e Champions) ha conquistato tutti, Pirlo in primis. E può crescere ancora: “Si sta inserendo benissimo, inizia a comprendere l’italiano e si sta esprimendo meglio con i compagni. Ha grande corsa e voglia ed è super nell’inserimento senza palla, una delle sue doti più importanti”, spiegò il mister il 12 dicembre, alla vigilia della vittoria sul Genoa. Ma soprattutto: “Ha ampi margini di miglioramento”. E come dar torto al Maestro, parliamo di un ragazzo di soli 22 anni che sta colpendo – oltre che per le qualità tecniche, tattiche e fisiche – anche per il carattere: forte, ma sempre con il sorriso. I compagni gli vogliono bene, la tifoseria stravede per lui. Diciamoci la verità: chi l’avrebbe mai immaginato?

Un paragone scomodo?
Adesso ci proviamo, correndo i classici rischi di paragoni tanto pesanti e potenzialmente scomodi: può essere accostato a un certo Arturo Vidal? Parte degli juventini la pensa così, in particolare per l’impeto che mostra in campo, ma anche per qualche caratteristica tecnica: forse Weston è più elegante, ovviamente il cileno aveva maggior intensità ed era più dinamico. Ci sta: Arturo, a Torino, ha vissuto il top della propria carriera diventando uno dei più forti al mondo. McKennie è solamente all’inizio, tuttavia è giusto essere fiduciosi: il presente è già importante, il futuro lo sarà anche di più (se il buon Weston è scaramantico, può toccare ferro…).

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