Piqué critica il Barcellona: “La Superlega distruggerebbe il calcio”

La Superlega? Questo succede quando gestisci male il club, aggravato dall’impatto del Covid… ma ci vuole tempo e l’impegno di tutti. Qui in Spagna è diventata una questione molto politica. La stampa è controllata da diverse persone che sostengono la Superlega e non è come nel Regno Unito, dove ho visto come la gente fosse contraria. Secondo me distruggerebbe il calcio perché solo i grandi ne trarrebbero vantaggio”. Ospite del programma “The Overlap” di Skybet, in compagnia dell’ex compagno ai tempi del Manchester United Gary Neville, il difensore del Barcellona Gerard Piqué si schiera contro il progetto Superlega, caldeggiato, oltre che dagli stessi blaugrana, anche dal Real Madrid e dalla Juventus: “Non credo che Real Madrid e Barcellona abbiano agito nel modo giusto. Con questo parere vado contro la mia società, io capisco perfettamente la posizione di Barcellona, ??Real Madrid e Juventus, ma per il tifoso non credo sia la scelta migliore. È chiaro che la gestione in Premier League è la migliore e in Italia è un po’ peggio che in Spagna, perché in Spagna siamo un po’ migliorati rispetto agli anni ’90“. 

Piqué sulla polemica per gli audio con Rubiales

Sugli audio con Rubiales: “La polemica è stata un incubo perché qui in Spagna è così, è una questione culturale quando si parla di tanti soldi. Nessuno ha badato alla Supercoppa, era simile al Community Shield, ma il Community Shield era pieno di gente. È dimostrato che è stato un successo. Capisco le persone che non vogliono che si giochi in Arabia Saudita, ma non lo decido io, è la Federazione. Ho sempre detto che il calcio e lo sport aprono le nazioni. Nel 1966, con Franco, ci diedero i Mondiali del 1982 e Franco era un dittatore. Dobbiamo dare l’opportunità a queste persone“.

Piqué su Mourinho e Guardiola

“In Spagna è stata durissima. Ricordo che la prima volta che Mourinho venne al Camp Nou con il Real Madrid, dopo aver vinto il triplete con l’Inter, fu uno scontro di realtà e perse 5-0. Ma è vero che nelle conferenze stampa pressava ogni giorno e forse per Guardiola era troppo in quel momento. Non aveva niente a che vedere con il calcio. In quel momento ha distrutto in molti modi il modo di vedere il calcio. Anche il rapporto con i giocatori. Mourinho va nella testa del giocatore e se dice che qualcuno ti odia, gli credi. Stavo per salutare Iker e lui non mi parlava. Abbiamo dovuto fare un allenamento tra giocatori di Barcellona e Real Madrid per ristabilire i legami, essere un buon spogliatoio e vincere il titolo“.

Piqué su Messi

Messi, di gran lunga, era differente. A quel tempo creammo un ambiente per vincere titoli e Messi era la chiave. Il miglior giocatore di tutti i tempi per molti anni. Abbiamo sofferto la sua partenza, per noi e per lui. Sarebbe stato bello se fosse rimasto a finire la sua carriera al Barcellona. Ma posso capire cosa ha passato a causa della situazione economica della precedente presidenza e come l’ha gestita il club. Per il Barcellona e per i tifosi, che per loro Messi è come se fosse Dio, sarebbe stato bello se fosse rimasto“.

Piqué sui trascorsi allo United

Ferguson era come un secondo padre, non solo un manager. Mi ha convinto ad andare allo United. Sono andato da una famiglia inglese, ma il cibo non era lo stesso, il mio inglese non era dei migliori… Ricordo che un giorno hai giocato una partita con noi(parlando con Neville, ndr) così abbiamo dovuto dire chi era il migliore della squadra e chi era il peggiore. È stato orribile, non ricordo chi ho detto. Il mio periodo allo United non è stato facile perché con le difese che c’erano all’epoca, due dei migliori al mondo (Ferdinand e Vidic), sapevo che non sarebbe stato facile, quando avevo 17 anni e vidi Roy Keane mi spaventava un po’. Mi sono reso conto che era un ragazzo tosto ma un grande capitano“.

Piqué sul ritorno al Barcellona

Ho chiesto a Ferguson di lasciarmi andare al Barcellona. Ho sempre apprezzato come capiva i giocatori. Quando sono arrivato al Barcellona non stavano molto bene: erano partiti Ronaldinho e Deco, Eto’o era vicino alla partenza… ma abbiamo iniziato a crescere. Ricordo che prima della prima finale di Champions League Guardiola ci ha regalato un video riassuntivo di tutto l’anno con i nostri parenti e penso che ci abbia aiutato perché siamo partiti emozionati. Lo United stava per segnare nei primi minuti“.

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