Pioli: “Vorrei che Kessie firmasse. Rischio fischi? Abbiamo tifosi intelligenti”

Il tecnico rossonero alla vigilia della sfida con la Lazio: “Ibra sta bene ma non ha una condizione ottimale e andrà gestito. Il mercato ha migliorato la rosa. Lo scudetto? Dovremo essere più continui rispetto all’anno scorso”

La prima settimana davvero laboriosa della stagione – Lazio, Liverpool e Juve tra domani e domenica 19 settembre – per Stefano Pioli sta iniziando in un contesto piuttosto positivo. Ibra e Kessie sono colonne portanti che torneranno al loro posto già contro i biancocelesti, Giroud è fresco di tampone negativo (e rimasto out per il minimo della pena in termini temporali) e sarà convocato per la Champions, le nazionali non hanno portato guai a parte un problema per Krunic, in rosa non ci sono sudamericani alle prese con rientri tardivi e la squadra è reduce da sei punti – ben conquistati – nelle prime due uscite. Insomma, le premesse per fare bene, senza pensieri che intorbidiscano l’anima, ci sono tutte. Pioli ancora una volta sfida il suo passato (a proposito, con la partita di domani contro la Lazio raggiungerà col Milan lo stesso numero di panchine messe insieme in biancoceleste: 91), cosa che ormai rientra nella normalità e suscita emozioni relative, anche perché l’allenatore rossonero è pienamente calato nel progetto di Elliott (a dispetto della bizzarria di un contratto in scadenza).

Perfezionista

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Ora che il Milan inizia, come tutte le italiane impegnate in Europa, un tour de force che reclamerà partite ogni tre giorni per tre settimane, Pioli osserva la sua rosa e si dice più che soddisfatto: “La rosa è stata migliorata dal mercato come spessore e profondità. Poi, certo, Messias per esempio ha bisogno di lavoro individuale e anche Bakayoko è un po’ indietro, ma al completo questa è una squadra con tante possibilità e caratteristiche diverse nell’ambito anche di uno stesso reparto. Sono felice del gruppo che sto alleno, vedo giocatori sempre più motivati”. Pioli è un perfezionista, e in quanto tale non digerisce facilmente i contrattempi (“Non ci voleva l’infortunio di Krunic, che stava bene, speravo di avere tutti a disposizione”), anche se è contento del rientro di Giroud. Un rientro che però sarà rimandato alla Champions perché il francese arriva da un lavoro svolto fra i muri della sua abitazione e perché oggi dovrà sostenere le verifiche mediche post Covid. Ci saranno, però, Ibra e Kessie. E il grande punto interrogativo sull’impiego di Zlatan resta: dall’inizio o a gara in corso? “Ibra è un grande, conosce benissimo le sue condizioni, sa benissimo che quattro mesi lontano dal campo sono tanti. Si è sacrificato tanto per recuperare, ha lavorato da mattina a sera dimostrando grande professionalità. Però non ha una condizione ottimale e andrà senz’altro gestito. Domani avrà uno spezzone, che lo aiuterà a trovare la condizione migliore. Vediamo quali scelte farò dall’inizio”. L’ultimo fixing vede Rebic favorito sullo svedese.

Ragazzi, niente fischi

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Per quanto riguarda Kessie, Pioli è molto chiaro. “Uno: vorrei che firmasse. Due: non è comunque il momento di preoccuparsi. Tre: io con lui parlo solo di questioni legate al campo e lo vedo molto motivato, positivo sereno e concentrato. Al momento non ci sono problemi. Rischia i fischi di San Siro? I nostri tifosi sono troppo intelligenti per non mettere il Milan davanti a ogni cosa. Di questa faccenda si sta parlando troppo e a sproposito, c’è tanto tempo a disposizione. Quello che deve interessare ai tifosi è che io metta in campo una squadra che dà tutto. Fin quando succederà, i nostri giocatori dovranno essere applauditi”. Il messaggio al popolo rossonero è chiarissimo, così come quello ai suoi giocatori, che lungo l’estate hanno parlato apertamente di scudetto: “Per puntare al titolo dovremo evitare l’errore dell’anno scorso. Per metà stagione abbiamo avuto molta continuità, poi l’abbiamo persa un po’, soprattutto nell’ultimo quarto di campo. Io continuo a dire che sette squadre sono davvero forti, la differenza si potrà fare non solo negli scontri diretti ma facendo più punti possibili contro chi non fa parte di questo gruppo. Infine, qualche considerazione su Tonali: “La sua crescita è sotto gli occhi di tutti. Un giocatore completo, con grandi capacità tecniche e fisiche. Lui sa che ci sarà grande competitività in rosa, ma i giocatori sanno anche che non conta la quantità dei minuti, bensì la qualità”. E un consiglio a Diaz: “Deve cercare giocate difficili perché le ha. Messias? Può giocare sia a destra sia al centro della trequarti”.

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