Pioli: “Siamo una perfetta catena di montaggio. Il gol di Leao? Una liberazione”

Il tecnico del Milan: “La società ci ha sempre dato fiducia, i dirigenti credono nel mio lavoro, io credo nel mio lavoro e nei giocatori, e tutti insieme siamo positivi”

A un certo punto si era messa pericolosamente a somigliare a una di quella partitacce balorde del recente periodo con mille tentativi, scarsa lucidità e zero gol. Ci aveva provato Leao, poi Giroud, ma sembrava non ci fosse verso di aggiustare la mira. Ed è servita l’ennesima prodezza di Maignan per tenere in vita il Milan. Quando però Terracciano si è travestito da Babbo Natale fuori stagione, Leao ha deciso di scartare il cadeau. Scartare nel senso di aprire il pacco, ringraziare e portarselo a casa. A quel punto anche Pioli ha potuto esplodere in un’esultanza liberatoria. Senz’altro più plateale rispetto a Leao, rimasto quasi immobile. Poi, a fine partita, il tecnico ha abbracciato forte il portoghese.

Gli aiuti dalla panchina

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“Ho vissuto il gol come una liberazione, ovviamente – sorride Pioli a fine gara –. Ma soprattutto ho visto la mentalità giusta e questa è la cosa più importante. Abbiamo sempre lavorato da squadra, continuando a essere pericolosi. In partite del genere, che restano sul filo del rasoio, c’è sempre tensione e i giocatori sono stati veramente bravi. Malgrado la giovane età hanno superato svariati step di sofferenza e in questo senso siamo a buon punto. La difficoltà nel fare gol? Davanti abbiamo le qualità per essere pericolosi e anche concreti”. Poi l’allenatore rossonero tratteggia un’immagine molto efficace: “La nostra è una catena di montaggio perfetta, che parte dall’alto e quindi dal club. La società ci ha sempre dato fiducia, i dirigenti credono nel mio lavoro, io credo nel mio lavoro e nei giocatori, e tutti insieme siamo positivi. Esatto, si tratta di tutto l’insieme. Le persone sentono se c’è stima nei propri confronti. L’importante è essere sempre a più 5 rispetto all’anno scorso, ovvero il nostro obiettivo. La nostra è una continua progressione, non sappiamo nemmeno noi i nostri margini di crescita, ma senz’altro possiamo crescere ancora. Molti, tra l’altro, è la prima volta che lottano per certe cose. Perché vinciamo nei finali di gara? Perché soprattutto i giocatori che stanno giocando meno entrano con l’assoluta volontà di aiutare la squadra fino all’ultimo: così si diventa squadra e così si superano le difficoltà”.

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