Pioli pensa a 4 cambi: Giroud titolare, Theo verso la panchina, ballottaggio in mezzo

Rispetto al match di Bologna, dovrebbero partire dall’inizio il francese, Romagnoli e Saelemaekers. L’altra novità riguarda Kessie: è in ballottaggio con Bennacer

Il Torino, certo. Ma poi ci sono altre cinque partitissime in un mese, due delle quali (Porto e Atletico) definiranno il futuro europeo del Milan in questa stagione. Ecco perché Stefano Pioli è obbligato a gestire i suoi uomini tenendo in mano il calendario, oltre che i vari report medici sugli infortunati. Le sfide di Serie A – Roma e Fiorentina in trasferta, con in mezzo il derby – saranno altrettanto importanti, un test fondamentale per capire se i rossoneri hanno chance di fuga in campionato, a prescindere dal rendimento del Napoli. Ma vanno preparate dosando bene il turn over. Partendo proprio dal match col Toro, che precede questo durissimo filotto: in vista della gara coi granata (domani sera a Meazza), al momento sono ipotizzabili 4 cambi rispetto alla trasferta di Bologna.

Dubbio Kessie

—  

La certezza è il rientro di Saelemaekers nell’undici titolare, vista anche l’indisponibilità di Castillejo, Messias e Florenzi per il ruolo di esterno destro offensivo. Sul lato opposto, Rebic (che si allena ancora a parte) non insidia Leao. Ibrahimovic, dopo essere rimasto in campo al Dall’Ara più di quanto fosse nelle previsioni, dovrebbe lasciare spazio a Giroud, con Romagnoli chiamato a far rifiatare Kjaer al centro della difesa. Il dubbio è a centrocampo: Kessie ha smaltito l’influenza e si candida ad affiancare Tonali, ma se le condizioni dell’ivoriano non convinceranno appieno lo staff tecnico rossonero nell’ultimo allenamento, giocherà Bennacer. Infine, il capitolo Covid: Hernandez è clinicamente recuperato e va verso la convocazione, salvo sorprese partirà dalla panchina. Quando a Brahim Diaz, i dieci giorni di isolamento obbligatorio sono scaduti: se il numero 10 dovesse risultare negativo al prossimo test, potrà unirsi al gruppo a breve.

Precedente Può starci la "X" nel derby Spezia-Genoa Successivo La poesia di Sala e il megafono della discordia: quando il Toro ruppe la maledizione Milan