Pioli: “Non giudicate Kessie in base al contratto. Ibra può giocare in eterno…”

Il tecnico rossonero è pronto al big match con l’Atalanta: “Trasformeremo in energia positiva ciò che è accaduto con l’Atletico. Messias? Ci darà soddisfazioni”

Lasciarsi alle spalle la delusione di coppa, andare alla sosta con una vittoria di prestigio, distanziare una delle rivali per la qualificazione Champions (e forse anche per lo scudetto): per Stefano Pioli sarà una partita cruciale, quella di domani sera tra il suo Milan e l’Atalanta. “Affrontiamo una squadra che fa la Champions da quattro anni, l’abbiamo preparata con la giusta attenzione. La rispettiamo ma siamo molto convinti delle nostre possibilità, stiamo diventando forti anche noi e domani abbiamo la possibilità di dimostrarlo”, dice il tecnico rossonero alla vigilia della trasferta di Bergamo.

“Abbiamo analizzato la partita con l’Atletico e sottolineato le cose molto buone che abbiamo fatto, dimostrando di poter competere ad alto livello europeo. Dobbiamo trasformare ciò che è successo in energia positiva. L’Atalanta sta bene, anche se spesso inizia il campionato più piano rispetto a ciò che fa nel girone di ritorno. È allenata bene, è determinata, forte fisicamente, è completa e ha qualità nei giocatori che possono risolvere la gara in qualsiasi momento. Cercheremo di fare la partita, credo che ci saranno difficoltà difensive per entrambe le squadre”.

Auguri Ibra

—  

I 40 anni di Zlatan Ibrahimovic fanno da cornice a questo big match: “Dopo quel famoso Atalanta-Milan (5-0, ndr) iniziò il nostro cammino e arrivò Ibra. Domani è il suo compleanno, ma non è finito né il suo percorso né il nostro con lui. Non so quanto possa giocare ancora, Zlatan. Per la sua passione e il suo impegno direi in eterno… poi saranno il fisico e la testa a decidere. Con questa testa andrà sopra ogni difficoltà, ha una determinazione e un talento incredibili. Mi piacerebbe regalargli la longevità, gli allungherei la carriera il più possibile. Sta meglio, ma purtroppo non sarà tra i convocati per domani, sfrutterà la sosta per tornare in squadra”.

In difesa di Kessie

—  

Tornando all’Atalanta, Pioli è sereno sulla condizione generale del gruppo: “La squadra sta bene, abbiamo giocato spessissimo ma sono gare che ci hanno anche dato tanto, oltre a chiederci tanto”. La vicenda contrattuale di Kessie non inciderà: “Non mi preoccupa perché vedo in Franck gli atteggiamenti migliori possibili. Sta mostrando disponibilità, professionalità, serietà, è lo stesso giocatore dell’anno scorso. Non può essere al 100% per i problemi fisici che ha avuto, ma trovo profondamente sbagliato giudicare il rendimento dei calciatori in base al contratto. Non so quando finirà la trattativa sul rinnovo, ma per me contano i suoi comportamenti. Se giocherà domani? Lui, Bennacer e Tonali sono tre titolari, ne sceglierò due e il terzo entrerà a partita in corso. Bennacer con l’Atletico ha fatto una gara eccellente anche dal punto di vista fisico, lo dicono i dati”.

Ecco Messias

—  

Attacco ricco di opzioni, quello rossonero. Con tanti elementi che stanno tornando a disposizione dell’allenatore: “Giroud ha avuto il Covid e altri guai, crescerà e dopo la sosta potrà darmi un gran contributo perché è un giocatore di spessore”, assicura Pioli. “Messias può giocare bene anche dietro la punta, non solo a destra. Sono sicuro che ci darà delle belle soddisfazioni, regge la pressione e tocca bene la palla. A sinistra, invece, non c’è un titolare: Leao e Rebic lo sono entrambi e fanno bene a sentirsi così”.

Spazio per tutti, dunque: “Domani giocheremo la settima partita in 21 giorni e il prossimo blocco sarà ancora così… i giocatori devono farsi trovare pronti, perché le occasioni ci sono. Leao ha fatto tesoro delle esperienze, è più maturo ma sa che dovrà migliorare ancora tanto”. Chiusura per rispondere ad Arrigo Sacchi, che ha criticato l’atteggiamento tattico difensivo del Milan dopo l’espulsione di Kessie martedì: “Mi ha anche fatto un complimento, dicendo che sono intelligente… analizzerò di nuovo bene le scelte che ho fatto”.

Precedente Andreazzoli: "Il derby incide, ma è alle spalle: la Roma è forte" Successivo Roma-Empoli 2006, quando Totti rischiò di perdere il Mondiale (e invece cominciò a vincerlo)

Lascia un commento