Pioli: “Innamorato di Leao, è un artista. Sinner? Un esempio anche per noi”

L’allenatore rossonero ha presentato la sfida contro il Bologna: “Pensiamo partita dopo partita, ora stiamo vivendo un bel momento”

Dal nostro inviato Marco Pasotto

26 gennaio 2024 (modifica alle 15:13) – milanello (va)

Tre settimane fa Hernandez. Nelle ultime ore prima Sacchi e poi Giroud. Stefano Pioli di questi tempi porta a casa endorsement di un certo spessore dal suo spogliatoio. Parole di stima e affetto come “con Pioli fino alla fine” e “do sempre il massimo per lui” vanno oltre la semplice retorica giocatore-allenatore. Sì, il clima attorno all’allenatore nell’ultimo periodo si è decisamente rasserenato perché i buoni risultati sono come gli anticicloni: proteggono il territorio dall’arrivo delle perturbazioni. Quattro successi di fila in campionato con dieci gol segnati. Cinque vittorie e un pareggio nelle ultime sei uscite. C’è un Milan che tiene una media scudetto, se non fosse che si è svegliato troppo tardi. Ma intanto, mai porre limiti alla provvidenza, e soprattutto c’è un terzo posto da continuare a fortificare prima che tornino gli impegni europei (stavolta di giovedì), con relativo dispendio psicofisico.

mentalità

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Il primo pensiero di Pioli va a chi non c’è più. A dicembre c’è stato il primo anniversario della scomparsa di Mihajlovic, che a Bologna ha vissuto una parte importante di carriera, e nelle ultime ore se n’è andato Riva. “Sinisa non si può non ricordarlo, un allenatore e una persona che mancherà sempre a tutto l’ambiente. Riva un campione d’altri tempi, un uomo di spessore”. Mihajlovic non è l’unico trait d’union col Bologna per il tecnico rossonero, che nel capoluogo emiliano ha mosso i primi passi da allenatore venticinque anni fa con le giovanili rossoblù. “In settimana è venuto a trovarmi proprio un ragazzo di quell’epoca. Un’esperienza che mi ha permesso di crescere come persona e allenatore. Nella mia carriera ci sono stati tanti momenti negativi e positivi, che mi hanno rafforzato e migliorato”. E se si parla di miglioramenti, è inevitabile fare il nome di Sinner, tifoso rossonero che Pioli accosta nuovamente alla sua squadra: “Ho visto la partita, ha fatto qualcosa di incredibile nel battere il numero uno come ha fatto lui, con talento e impegno e sacrificio. Mi auguro che nel nostro percorso si riesca a dimostrare anche noi di avere la mentalità giusta per salire di livello. In quello Milan e Jannik si assomigliano, solo che lui è un top mondiale, noi lavoriamo per arrivarci”.

APPROCCIO

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L’umore comunque è alto. Vincere ovviamente porta serenità. “Stiamo bene mentalmente, il nostro futuro deve essere solo la partita di domani. E’ molto importante continuare questo percorso. Vincere col Bologna sarebbe molto significativo perché cinque vittorie di fila non le abbiamo mai fatte quest’anno. Vorrei sottolineare in particolare due numeri importanti. Il primo: siamo la squadra che segna di più nel primo tempo, e quindi significa un ottimo approccio. Secondo: segniamo molto con i subentrati, quindi c’è molta partecipazione e disponibilità. Questo dev’essere un nostro punto di forza”. E guai a dirgli che Leao dovrebbe segnare di più: “Questa storia sta andando avanti da troppo tempo. Dentro le nostre soluzioni offensive lui è un punto di riferimento importantissimo. Sta trovando altre strade, è più continuo nel suo lavoro, fa tanti assist, amo Rafa. E lo amo anche nel suo modo di essere: è un artista, gli artisti sono dei geni, lui è un genio ed è uno che ascolta. Forse lo sbaglio è che ci si aspetta troppo da lui, ogni volta che prende palla”.

sostegno

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E a proposito di giocatori monitorati, dopo i fatti di Udine lo sarà anche Maignan. “Intanto va detto che l’Udinese si è comportata in modo ineccepibile. Ci dev’essere la certezza della pena e certi episodi vanno cancellati in ambiente dove il 99,9 per cento della gente va allo stadio per vivere una giornata di sport. Mike l’ho trovato sereno, forte e fiero del sostegno che ha ricevuto. In questi giorni ha lavorato molto bene”. L’ultima considerazione è sul suo futuro, ed è un auspicio forte: “Klopp lascia il Liverpool dopo nove anni? Piacerebbe anche a me provarla come situazione… Arrivare a nove, dieci, undici anni nello stesso club e poi valutare se è arrivato il momento di cambiare. Nove anni sono davvero tanti, un allenatore deve decidere in base a quello che si sente”. Ultime da Milanello: si va verso la conferma dell’undici titolare visto nelle ultime due partite con Roma e Udinese. Per Bennacer previsti esami strumentali lungo il pomeriggio e Pellegrino torna essere convocato in prima squadra, mentre non ci sono ancora tempistiche certe sui tempi di recupero dei lungodegenti in difesa.

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