Pioli: “Ibra? Deve continuare a giocare e deve farlo col Milan”

“Ormai non mi stupisce più. Lo scudetto? Le partite decisive arriveranno dopo, ora dobbiamo reggere tutte queste pressioni”

Le belle notizie si annidano anche nelle pieghe magari meno evidenti della classifica. Perché ovviamente l’occhio cade per lo più sul fatto che il Milan si è rimesso i cugini alle spalle, ma questo fine settimana ha consegnato anche altre situazioni decisamente interessanti. Come il k.o. del Napoli, quello della Roma e il pari dell’Atalanta. Significa allungare rispetto alle dirette concorrenti per la zona Champions, perché di base resta quella la missione imprescindibile del Diavolo. Sfilacciare un po’ la classifica diventa quindi basilare e lo si deduce da come Pioli inquadra la lotte per le zone alte: “Le prime sette sono tutte in grado di lottare per lo scudetto e i primi quattro posti. Ma le partite davvero decisive arriveranno dopo. Il nostro obiettivo è pretendere il massimo e vincere ogni singola partita. Non è ancora il momento di guardare troppo la classifica, arriverà un periodo impegnativo con tante partite e sta per ricominciare l’Europa League. C’è ancora tanto da fare e da spingere e ora dobbiamo reggere queste pressioni che è un privilegio avere”.

Cura maniacale

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È la consueta filosofia del “gara dopo gara” che il tecnico rossonero giustamente non vuole abbandonare, perché al traguardo mancano ancora più di tre mesi e il mucchio selvaggio alle spalle del Diavolo è sempre pronto all’attacco. E allora, archiviata come sempre in stile minimal la parola scudetto, ci si può dedicare come si deve a Ibrahimovic. “Per quello che fa, per come lo vedo allenarsi e prepararsi, è difficile stupirsi. Sta andando avanti a doppiette, sta aiutando tantissimo la squadra a crescere e la squadra stessa è stata brava a crescere. Zlatan sta bene con noi, la cosa più bella è che lavoriamo bene e i giocatori sono contenti. Il suo futuro lo deciderà lui, ma per quello che sta dimostrando è giusto che giochi ancora e che lo faccia con noi. Parliamo di un atleta che ha grandissime motivazioni, che cura il suo corpo in maniera scrupolosa. È un professionista eccezionale ed è sorretto da un fisico che in pochi hanno. Io francamente non l’ho mai visto sgarrare. Devo dire che ormai i giocatori fanno a gara a chi arriva per primo, e lui ovviamente è fra quelli. Il club mi ha messo a disposizione un gruppo forte e completo”.

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