Pioli e un tesoro da difendere: ecco perché non vede l’ora di ricominciare

Lo scudetto del Milan è stato inaspettato: ora non ci sarà più l’effetto sorpresa. Tutto verrà azzerato: ma la sensazione è che il tecnico farà di tutto per tenersi quanto conquistato

Dicono che rivincere sia più difficile di vincere. È possibile, anzi molto probabilmente è proprio così. Però siamo sicuri di una cosa: che quando un uomo che ha sempre amato il proprio lavoro e ha cercato in ogni occasione di farlo al meglio e con dignità, arriva relativamente tardi al successo, allora rivincere può diventare più facile, perché la voglia che hai dentro di rivivere quelle sensazioni, di recuperare il tempo perduto, di dimostrare che il successo tardivo non è stato un caso, superano abbondantemente ogni eventuale senso di appagamento, ogni rilassatezza da traguardo acquisito, ogni tentazione di cullarsi sugli allori. Ed è quello che, a nostro parere, sta vivendo in questo momento Stefano Pioli, allenatore del Milan, arrivato ad assaporare la gioia di uno scudetto, il primo trionfo della sua carriera, a 56 anni. Quando qualcuno, magari, comincia a pensare di tirare i remi in barca, l’allenatore del Milan ha invece aperto una nuova fase della sua vita, dagli orizzonti sconfinati, come la può vedere un quarantenne; perché se è vero che la carta d’identità non è più quella di un professionista rampante, la spinta di un’impresa realizzata in età matura ha il potere di rigenerarti e, combinata con l’esperienza che nel frattempo hai accumulato, promette un secondo tempo tutto da vivere e da godere.

On fire

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E poi c’è un altro particolare: i ragazzi che Pioli ha fatto crescere e ha valorizzato. Un patrimonio tecnico, certo, ma pure di grande valore umano, anche per quello che ognuno è stato capace di trasmettere all’altro. Da un lato l’allenatore che in certi casi è diventato una specie di papà, una guida, un punto di riferimento. Dall’altro i giovani che con il loro entusiasmo, il loro coraggio, la loro incoscienza a volte, hanno trasmesso la loro carica al tecnico che li guidava: “Pioli is on fire” vi dice qualcosa? Nessuna meraviglia, dunque, che Pioli non veda l’ora di rimettersi al lavoro per difendere lo scudetto appena conquistato e levarsi altre soddisfazioni. Quella del Milan nell’ultimo campionato è stata una vittoria sorprendente, inaspettata, qualche grande ex rossonero l’ha definito lo scudetto più bello. Certo, ora non ci sarà più l’effetto sorpresa, tutti aspetteranno al varco i ragazzi della via Pioli e i loro totem, da Olivier Giroud al rientrante Simon Kjaer e forse ancora Zlatan Ibrahimovic. È logico ed è anche giusto che sia così: è la prima legge dello sport, c’è un campione che vuole confermarsi e uno sfidante che spera di detronizzarlo.

La concorrenza

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La concorrenza sta già lavorando per attrezzarsi, toccherà a Gerry Cardinale mettere Pioli e i suoi uomini nelle condizioni migliori per difendere il 19° tricolore e puntare alla doppia stella – che guarda caso è l’obbiettivo immediato anche dei dirimpettai interisti – cercando di onorare anche la Champions League, l’arena storicamente prediletta del vecchio Diavolo. A ognuno il suo compito, come si dice in questi casi. Ma in attesa di capire quali saranno le prime vere mosse sul mercato del club, di una cosa si può già essere certi: Pioli è sempre on fire e se è possibile è ancora più carico di come lo avevamo lasciato meno di un mese fa, quando inzuppato di champagne si apprestava a salire sul palco per festeggiare insieme alla sua “banda” lo scudetto. Nella vita spesso non si trova ciò che si cerca, ma quello che la realtà ti porge. Poi capita, quando meno te lo aspetti, di scoprire un tesoro, che ti ripaga di tutto: è quello che è accaduto al tecnico di Parma e ai suoi ragazzi. Tra poco si ricomincia e tutto verrà azzerato: ma la sensazione è che quel tesoro Pioli farà di tutto per tenerselo.

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