Pioli contro Mou, chi cade male può ritrovarsi già al capolinea

Milan e Roma sono le squadre più deludenti del campionato: chi perde potrebbe perdere subito la panchina. Per questo forse invece di sbranarsi i due tecnici si potrebbero accontentare di non farsi male

Chi sarà il nemico, questa volta? José Mourinho non è mai riuscito a battere Stefano Pioli da quando è in Italia. In settembre aveva anche mandato a quel paese l’allenatore del Milan perché si era permesso di mettere il dito indice davanti alla bocca – come per dire stai zitto – mentre il vecchio Special One si lamentava col quarto uomo, nel match di andata all’Olimpico. Lesa maestà. Come raccontava Umberto Eco – che al tema ha dedicato l’ultimo romanzo, oltre a qualche scritto occasionale – avere un nemico è importante perché serve a definire l’identità di un gruppo o una multitudine chiamata a superare l’ostacolo che ha davanti. E se il nemico non c’è bisogna costruirlo, lavorando sulla pancia della gente come fanno i populismi per mettersi in tasca il consenso senza filtri. In questa arte, Mourinho è un maestro. Anche per questo l’avevano chiamato a Madrid, quando il Real non trovava un antidoto allo strapotere del Barça di Guardiola. 

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