Pioli: “Abbiamo superato tante tappe difficili, l’Atalanta è la penultima. E coi nostri tifosi…”

L’allenatore rossonero verso la sfida scudetto contro la Dea di Gasperini: “Ibra? Mi auguro che non sia il suo ultimo ballo…”

Dal nostro inviato  Marco Pasotto

14 maggio – Milanello (Varese)

Lazio e Fiorentina: il suo passato più importante. Verona: fatale per altri, ma non per lui. Atalanta: un cerchio da chiudere. Sassuolo: l’ultimo atto sul campo dove a luglio di due anni fa venne confermato alla guida del Milan. Non si può dire che il finale di stagione per Pioli non abbia un senso. Ovunque si giri c’è qualcosa che significa tanto, anche se adesso il senso più grande è portare a compimento l’impresa. Come dice lui, è il confine che deve varcare chi deve dimostrare di non essere soltanto bravo, ma di essere il migliore.

STIMOLI

—  

È il momento di scrivere la nostra storia, aveva arringato alla vigilia di Verona, quando ancora non era chiaro che questa domenica avrebbe consegnato un primo match point scudetto. La condizione essenziale sarà non perdere con la Dea. Se poi sarà vittoria, le possibilità aumenteranno. Due risultati graditi su tre, grazie al preziosissimo bonus conquistato negli scontri diretti con l’Inter. Parola, quest’ultima, comprensibilmente bandita da Milanello, come d’altra parte era avvenuto prima di Verona. “Ciò che farà l’Inter non mi interessa, non sto a pensare a ciò che possono fare loro. Non abbiamo bisogno di altri stimoli perché siamo già al massimo”. Ha un senso anche perché il Milan, oltre a essere padrone di se stesso, giocherà prima. E, a proposito di stimoli, il tecnico rivela: “È stata una settimana molto normale per le nostre abitudini, con colloqui collettivi e individuali su tematiche tecnico-tattiche. Non ho avuto necessità di fare un discorso motivazionale. Sarà strano, ma ho percepito solo una piccola percentuale di attenzione in più, per il resto c’è stata la stessa voglia di stare insieme, non ho visto situazioni particolari. I miei giocatori si sentono come mi sento io: motivati, concentrati e con grande energia”.

FOLLA A MILANELLO

—  

Come un anno fa, il Milan si giocherà il traguardo stagionale contro l’Atalanta. La scorsa stagione per andare in Champions fu necessario sbancare Bergamo dopo il pareggio col Cagliari e Pioli ricorda: “In quell’occasione svoltammo con una grigliata a Milanello”. Stavolta non occorre una svolta perché il Diavolo è già sulla strada giusta, ma intorno al centro sportivo c’è aria di festa, con circa 400 tifosi a caccia di selfie e autografi. “Domani è la classica partita dove dobbiamo raccogliere tutto ciò che è stato seminato – racconta Pioli -. È dalla Lazio che giochiamo queste partite da dentro-fuori, abbiamo superato tappe difficili e domani ne arriva un’altra. L’Atalanta dopo di noi è la migliore in trasferta, ci costringerà a giocare il miglior calcio possibile. Il nostro percorso è iniziato due anni fa e ora è arrivato il momento in cui dobbiamo essere i migliori. Però non dobbiamo pensare oltre l’Atalanta, ma solo alle 17.59 di domani. La nostra forza è sapere che abbiamo le possibilità per determinare il risultato di questa partita”. Infine, un accenno a Ibra e al suo futuro: “Se sarà la sua ‘last dance’? Non credo, non lo so, mi auguro di no perché è un campione con la ‘c’ maiuscola, ho una stima smisurata per lui. Mi auguro non sia così”.

Precedente La Roma batte 3-0 la Lazio e si aggiudica ancora una volta il derby della Capitale Successivo Dalla Spagna: l'Inter torna a pensare a Rodrigo De Paul. L'Atletico valuta la possibile cessione

Lascia un commento